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Palazzo Sciarra, ‘Roma e l’Antico. Realtà e visione nel ‘700’

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Conferenze, letture, incontri musicali e teatrali per ‘raccontare’ la mostra ‘Roma e l’Antico. Realtà e visione nel ‘700’ allestita dal 30 novembre al 6 marzo negli spazi espositivi del Museo della Fondazione Roma in Palazzo Sciarra.Il Museo Fondazione Roma, così, rende omaggio all’antichità classica della Roma nel ‘700 con un ricco programma di iniziative collaterali dal 19 gennaio al 2 marzo. Si inizia mercoledi alle 18 con l’appuntamento ‘Roma e l’Antico Realtà e Visione nel ‘700’, a cura di Carolina Brook e Valter Curzi. L’incontro è con i curatori della mostra che presenteranno il progetto scientifico e i temi principali che vengono affrontati nelle sette sezioni del percorso espositivo.Mercoledì 26 gennaio alle 18, avrà luogo l’appuntamento ‘La nascita del Museo Pio Clementino e il ruolo del restauro dell’antichita«, a cura di Antonio Paolucci e Guy Devreux. I due esperti ripercorreranno le tappe che hanno portato alla nascita del Museo Pio Clementino, nucleo originario della collezione dei Musei Vaticani. Sarà inoltre tema di discussione la nascita del restauro e la grande importanza di questa disciplina nella Roma dei primi, numerosissimi, ritrovamenti archeologici. Promossa dalla Fondazione Roma, presieduta da Emmanuele Francesco Maria Emanuele, la mostra ‘Roma e l’Antico. Realtà e visione nel ‘700’ nasce in collaborazione con i Musei Capitolini, i Musei Vaticani e l’Accademia Nazionale di San Luca. La mostra è inoltre l’occasione per inaugurare i nuovi spazi espositivi del Museo della Fondazione Roma in Palazzo Sciarra. «La Città eterna-dice Emmanuele Francesco Maria Emanuele – è il principale oggetto di interesse della Fondazione Roma. Da essa si parte per confrontarci col mondo che ci circonda. Così, dopo la mostra sul ‘400, cui si sono succeduti gli sguardi al mondo orientale con Hiroshige e all’America con Hopper, torniamo a Roma e alle arti che vi fiorirono nel ‘700. Secolo delle grandi scoperte archeologiche, nel ‘700 il fascino dell’antico coinvolge infatti artisti, letterati, studiosi e collezionisti internazionali e il richiamo suscitato dai reperti archeologici dell’Urbe – autentici o riprodotti – genera una vera e propria moda». «La mostra racconta dunque di Roma quale modello culturale universale, con le sue meraviglie, i suoi monumenti e i suoi primi musei. Grazie a questa mostra – commenta Emanuele- alcuni capolavori fuoriusciti dall’Italia nel Settecento, per arricchire le collezioni delle antichità più prestigiose dell’epoca, rientrano per la prima volta dall’estero, per offrire al visitatore l’opportunità di osservare l’entità dei modelli figurativi classici, permettendogli di rivivere il fascino di una città che nel XVIII secolo, grazie alla ricchezza del suo patrimonio artistico e monumentale, assunse un primato indiscusso nel contesto europeo.» Nel Settecento, secolo delle grandi scoperte archeologiche, il fascino dell’antico coinvolge infatti artisti, letterati, studiosi e collezionisti internazionali e il richiamo suscitato dai reperti archeologici dell’Urbe, autentici o riprodotti, genera una vera e propria moda. La mostra racconta dunque di Roma quale modello culturale universale, con le sue meraviglie, i suoi monumenti e i suoi primi musei.

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