RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

Pantheon, serrata dei bar contro operazione dehors : “Non è una sfida è voglia di lavorare”

Più informazioni su

Via ‘funghi’ caloriferi, teloni antivento, tavolini esterni e sedie. I ristoranti di piazza della Rotonda al Pantheon rimangono privi dei comfort invernali per turisti e cittadini dopo il blitz voluto dal presidente del I municipio di Roma, Orlando Corsetti. Gli uomini del I gruppo dei vigili urbani hanno smantellato e sequestrato ieri sera gli arredi dei locali e i commercianti hanno organizzato la serrata: dalle 9.30 di questa mattina otto bar e ristoranti della piazza sono rimasti chiusi in segno di protesta. Decoro urbano o abusivismo? C’è confusione tra i proprietari che entrano ed escono dalle serrande socchiuse e tanta rabbia per le ricadute su lavoro e stipendi. «Sono oltre 40 anni che serviamo famiglie e capi di Stato offrendo una delle atmosfere più suggestive del mondo – racconta Michele Di Rienzo, titolare dell’omonimo ristorante che si affaccia sul Pantheon – Se riusciamo a garantire il servizio anche di inverno lo dobbiamo solo alle stufe e ai tendoni esterni che riparano da freddo e pioggia». A subirne le conseguenze in soprattutto dipendenti e fornitori che, se il locale dovesse restare chiuso tre mesi l’anno, perderebbero lavoro e stipendio. «Sono qui dal ’74 – interviene Salvatore Isaia cameriere storico del ristorante – Non è la prima volta che intervengono accampando giustificazioni incomprensibili ma in questo momento storico non possono farlo. Io rischio di non poter comprare più le scarpe a mio figlio». Non capiscono le ragioni alla base del provvedimento i titolari dei bar, che rifiutano di accettare la motivazione ufficiale: lotta all’occupazione abusiva del suolo a tutela del decoro urbano. «I nostri arredi sono in regola», protesta Andrea Miranda, dipendente del locale ‘Scusate il ritardo’. «I funghetti rispettano la normativa Cee e li utilizzano anche a Londra, Istanbul e in tante altre capitali europee. Non capiamo con quale discrezionalità abbiano scelto questa piazza, in tutta la città e in tutta Italia. Probabilmente come al solito il fine è quello di lucro – aggiunge – sequestrano per costringerci a pagare il deposito. E saremo costretti a farlo perchè chi mangia qui vede il paradiso. Non è una sfida è voglia di lavorare». «Questo è diventato un paese di zingari», esclama Sergio. titolare del bar ‘Ritorno al passato’. «Hanno deciso di accanirsi contro queste stufette agendo con provvedimenti a macchia di leopardo – aggiunge -e questa volta è toccato a noi. Avanzano come giustifica il decoro urbano ma è più antidecorosa una stufa a norma di legge o i rifiuti che campeggiano in piazza?». La protesta, organizzata dai gestori dei locali della piazza, in queste ore sta cercando una soluzione. Attraverso l’intervento di Confesercenti Roma che ha richiesto un confronto diretto con il presidente del I municipio, Orlando Corsetti. «Riusciremo a incontrarlo entro la fine della settimana prossima», annuncia il presidente Confesercenti Roma, Valter Giammaria, riconoscendo la necessità della regolamentazione dell’occupazione del suolo pubblico finchè, però, non leda la categoria dei lavoratori. «Chiediamo a Corsetti, all’assessore Bordoni e al sindaco di intervenire per sanare la questione – ha spiegato Giammaria – che non può andare troppo per le lunghe».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di RomaDailyNews, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.