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Pomezia, crisi Sigma-tau. Sindaco: “Solidarietà ai lavoratori” Sindacati: “Incontro con Passera per la cassa integrazione dei 569 dipendenti”

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«Quella che ho visto stamattina è stata una scena triste. Vedere i volti dei miei ex colleghi, di tante lavoratrici e tanti lavoratori, preoccupati per il loro futuro e quello delle loro famiglie mi ha stretto il cuore. L’affetto che mi lega ai lavoratori di Sigma-tau è noto, ma a prescindere dal lato personale mi dico molto preoccupato in quanto sindaco della città, del futuro occupazionale e della crescita del territorio». Lo ha dichiarato il sindaco di Pomezia Enrico De Fusco dopo essersi recato davanti ai cancelli dell’azienda farmaceutica Sigma-tau per portare la propria solidarietà ai lavoratori in presidio. «Non credo – ha continuato – che la Sigma-tau stia soffrendo la crisi più delle altre realtà perchè è stata e rimane un’azienda solida e ritengo che la scelta fatta dalla dirigenza sia eccessiva. Non è giusto che quando le cose vanno bene vadano bene per la proprietà, mentre quando vanno male vadano male per i lavoratori. Sigma-tau in passato ha già attraversato difficoltà analoghe e in quei casi il presidente Claudio Cavazza ha sempre trovato la soluzione ai problemi anteponendo la tutela dei lavoratori ai propri interessi». «Oggi, con la nuova amministrazione, mi sembra che ci sia un’inversione di tendenza – ha concluso il sindaco – Tutta l’amministrazione comunale ed io in prima persona esprimiamo assoluta solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori di una delle aziende storiche della nostra città e faremo tutto ciò che è in nostro potere per sostenere la loro battaglia». De Fusco ha inviato richiesta all’assessore al Lavoro della Regione Lazio Mariella Zezza per partecipare ai tavoli di concertazione.

Un incontro urgente con il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, per discutere della «situazione di Sigma-Tau, uno dei più importanti gruppi farmaceutici italiani, che ha chiesto la cassa integrazione straordinaria per 569 dipendenti dello stabilimento di Pomezia (Roma) su un totale di 1.500 addetti». Lo chiedono le segreterie nazionali Filctem-Cgil, Femca-Cisl, Uilcem-Uil. «L’azienda ha gettato la maschera -è durissimo il commento della Rsu dello stabilimento- e ha data il via a un piano di smantellamento e svendita del Gruppo. Il piano prevede anche -prosegue la Rsu- la messa in liquidazione di due centri di ricerca e sviluppo, la Prassis di Milano e la Tecnogen di Caserta per complessivi altri 110 lavoratori». Preoccupati i sindacati anche «per la gravissima situazione che il settore farmaceutico più complessivamente sta attraversando: solo negli ultimi tre anni si sono persi 10.000 addetti»

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