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Referendum Trasporto Pubblico: tutto quello che c’è da sapere

Domenica 11 novembre 2018 i cittadini di Roma sono chiamati a esprimere il proprio voto in merito al futuro del trasporto pubblico della città, attualmente gestito per l’80% dall’ATAC (il 20% delle linee di superficie periferiche sono infatti affidate al consorzio “provato” Roma Tpl). Il referendum, sia ben chiaro, non mette in gioco la privatizzazione del trasporto urbano: con il SI’ e con il NO, infatti, i romani possono decidere se lasciare il monopolio della gestione del servizio alla sola azienda oppure aprire anche ad altri operatori in un sistema di concorrenza e gare pubbliche.

Referendum ATAC: cosa succede votando SI’

Sintetizzando, se si vota SI’ si decide di affidare il servizio che finora è stato gestito dall’azienda che fa capo al Comune attraverso gare pubbliche aperte anche ad altri operatori garantendo così forme di concorrenza e l’eventuale passaggio di consegna (in caso di vittoria di tali gare) a un’altra azienda.

Referendum ATAC: cosa succede votando NO

Sempre sintetizzando, se si vota NO al referendum sul trasporto pubblico a Roma dell’11 novembre, si decide di fatto di lasciare il monopolio della gestione del trasporto pubblico della città all’Atac.

Le ragioni del SI’

Per chi sostiene il SI’ al referendum, le ragioni trovano motivazione in virtù di una maggiore efficenza e qualità del servizio non solo per i cittadini di Roma ma anche per i turisti e i numerosissimi pendolari che proprio con il trasporto pubblico si trovano a dover combattere quotidianamente.

Le ragioni del NO

Al referendum consultivo di Roma di domenica 11 novembre, i sostenitori del NO non mettono in dubbio la realtà di un servizio scadente e inefficace per la città, ma ricollegano tali mancanze principalmente alle difficili condizioni dei lavoratori coinvolti. Tra questi, non a caso, i sindacati hanno a più riprese espresso timore e scetticismo ricordando che “i privati hanno interesse a fare profitti e non a fornire un servizio adeguato”.

Referendum consultivo

E’ importante ricordare che si tratta di un referendum consultivo e cioè che, al termine del voto espresso dalla cittadinanza, l’amministrazione non è poi obbligata a seguire quanto indicato. La consultazione serve quindi in sostanza per chiedere ai cittadini se sono o no favorevoli a mettere a gara il trasporto pubblico locale fra diversi soggetti (e uscire così dal monopolio), per scegliere attraverso apposite gare e meccanismi di concorrenza un gestore diverso dall’Atac.

Referendum Atac di Roma: cosa si vota

Il referendum, nello specifico, sottopone ai cittadini due diversi quesiti. Vediamoli nel dettaglio:

Quesito n. 1

Volete voi che Roma Capitale affidi tutti i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia mediante gare pubbliche, anche ad una pluralità di gestori e garantendo forme di concorrenza comparativa, nel rispetto della disciplina vigente a tutela della salvaguardia e della ricollocazione dei lavoratori nella fase di ristrutturazione del servizio?

Quesito n. 2

Volete voi che Roma Capitale, fermi restando i servizi relativi al trasporto pubblico locale di superficie e sotterraneo ovvero su gomma e rotaia comunque affidati, favorisca e promuova altresì l’esercizio di trasporti collettivi non di linea in ambito locale a imprese operanti in concorrenza?

Dove e come si vota

Si vota domenica11 novembre dall ore 8 alle ore 20 negli stessi seggi elettorali dove si svolgono di solito le elezioni. Sarà necessario essere muniti di documento e tessera elettorale. Gli elettori riceveranno due schede, una per ogni quesito. Si voterà mettendo una croce sul sì o sul no. Le operazioni di scrutinio avverranno immediatamente dopo la chiusura della votazione.

Il quorum

Per il referendum sul trasporto pubblico di Roma, il quorum è fissato a un terzo degli aventi diritto, cioè al 33% (circa 800mila voti), nonostante il Campidoglio quest’anno abbia modificato lo statuto eliminando la soglia minima di partecipazione per le consultazioni di questo tipo. In questo caso, fatto sapere l’amministrazione, “sarà applicata la precedente normativa che prevede il quorum, dal momento che l’indizione è antecedente all’approvazione e all’entrata in vigore del nuovo statuto”. Critici i promotori della consultazione che fanno notare come la modifica dello statuto sia avvenuta lo stesso giorno dell’indizione del referendum che, per questo, non dovrebbe prevedere il quorum.

Dibattito in diretta a “Fatti In Comune”

Al referendum consultivo sul trasporto pubblico di Roma è dedicata proprio la prossima puntata diFatti In Comune, la trasmissione di Roma Daily News in collaborazione con We Want Radio condotta da Maria Romana Barraco e Alessio Cecera in onda il giovedì alle ore 17:00 in diretta sulla pagina facebook di Roma Daily News.

In questa puntata interamente dedicata al referendum dell’11 novembre, avremo in studio due ospiti esponenti ciascuno le 2 diverse ragioni, quella del NO e quella del SI’. Ad arricchire il dibattito in studio, gli interventi dei telespettatori che potranno interagire in diretta in tempo reale.

Per prenotare il proprio intervento basta scrivere al numero whatsapp 377/0805769, contattarci direttamente sulla pagina facebook di Roma Daily News, oppure scrivere una mail a fattiincomune@romadailynews.it.