Roma aggressiva, la Lazio dorme: 2-1

Roma aggressiva, la Lazio dorme: 2-1 –

Ha vinto la Roma, s’è visto subito che aveva più voglia, più forza, più determinazione, anche più cattiveria (avete visto la faccia di Strootman?).

E poi i rigori. Quello segnato da Perotti, perfetto, lascia qualche dubbio, anche qualche cosa più d’un dubbio, ai laziali. Bastos è un po’ in ritardo su Kolarov, colpisce prima il pallone, in area, poi i piedi dell’ex laziale, al limite. Per Rocchi è rigore, senza dubbio.

Sul 2 a 0, dopo il bel gol di Nainggolan, Manolas respinge col braccio. Lo vedono tutti meno Rocchi. Per fortuna lo vede Irrati al Var e Immobile fa secco Alisson.

Ma non basta certo per battere la Roma, o per raggiungerla. Con mezzo Milinkovic Savic, tornato stanco dalla sua nazionale, le azioni della Lazio sono ancora più stanche di lui. Sì, la Lazio è dipendente da Milinkovic Savic. Per giunta, Lulic, che si è dato da fare come al solito, è riuscito solo a beccarsi il solito cartellino giallo. Lukaku, che lo ha sostituito, ha fatto vedere, troppo tardi, che la Roma poteva essere infilata.

CIRO IMMOBILE

CIRO IMMOBILE

Primo tempo a reti inviolate, a parte quella violata inutilmente da Immobile, fermato con eccessivo ritardo dal guardalinee che ha dovuto pensare un po’ troppo prima di decidere che il laziale era in fuorigioco.

Roma più aggressiva, del resto gioca in casa e, poi, è in frenetica attesa di una vittoria nel derby dopo quattro pesanti sconfitte nella stracittadina.

Un paio di gialli, tutti ai biancazzurri, Lulic e Leiva, perdonato invece da Rocchi il romanista De Rossi che atterra Milinkovic Savic, facendo infuriare Inzaghi, subito ripreso dall’arbitro. Non ha visto il fallo da giallo, ma ha visto le proteste del mister laziale. Succede. Succede a Rocchi.

Al rientro in campo all’inizio del secondo tempo, si capisce subito quali bevande hanno bevuto i calciatori: quelli della Roma hanno preso il caffè, quelli della Lazio la camomilla. I biancazzurri cincischiano, perdono tempo, non riescono a uscire dalla loro zona. Basterebbe poco a cacciare via il pallone, per avere il tempo di riordinare le idee. E invece…

Invece Bastos combina il guaio e Nainggolan mette la firma al secondo gol, quello decisivo. La Lazio si sveglia, con Lukaku e Nani – Patric ha sostituito Radu colpito da un problema muscolare – ma è troppo tardi. Raccatta il gol della bandiera con Immobile, con l’aiuto del Var e di Irrati, visto che Rocchi non c’era quando Manolas ha respinto platealmente col braccio.

Derby alla Roma, quindi, anche se il lenzuolo “Roma siamo noi” dà un po’ fastidio all’unica squadra romana nata a Roma, non a Corropoli. Non si può però sottovalutare l’effetto perverso della partecipazione alle partite internazionali dei calciatori stranieri. Proprio Milinkovic Savic e Lulic hanno mostrato stanchezza, più di Parolo. E, dall’altra parte, El Shaarawi e soprattutto il povero Florenzi, con problemi al ginocchio, sono quelli che hanno sofferto di più l’aver giocato contro la Svezia.

Ma via, un derby è un derby e, come dicono a Roma, morto un derby se ne fa un altro.

Arrigo d’Armiento