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SALERNITANA-NOCERINA, IN CERTE ZONE LO STATO NON C’E’, COMANDA LA CRIMINALITA’

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Dobbiamo ringraziare Giovanni Belardelli per aver scritto, oggi sul Corriere della sera, ciò che tutti noi pensiamo ma evitiamo di ripetere per non essere accusati di discriminazione territoriale, incorrendo nel nuovo reato inventato dalla federazione gioco calcio. Il brutto spettacolo – scrive Belardelli – che si è verificato a Salerno, con i giocatori della Nocerina che – minacciati di morte (di morte!) dagli ultras se avessero osato giocare – fingono infortuni inesistenti e impediscono lo svolgimento della partita, non riguarda soltanto il calcio. Riguarda tutto il Paese, perché è a tutto il Paese che ricorda come in alcune zone del Mezzogiorno (e non solo) la criminalità organizzata possa dettare legge.

(…) Norberto Bobbio osservò che, consistendo lo Stato moderno nel monopolio della violenza legittima, bisognava concluderne che, in quella parte dell`Italia meridionale dove la criminalità organizzata controllava il territorio, lo Stato non esisteva. In un certo senso non era mai esistito, se pensiamo a quanto, già nel Regno delle Due Sicilie, la presenza delle istituzioni statali fosse sempre meno effettiva a mano a mano che ci si allontanava da Napoli, la capitale.

La scommessa – scrive Belardelli – della nuova classe dirigente italiana, soprattutto di molti liberali meridionali, consisté appunto nel portare il senso dello Stato, il rispetto delle leggi, in un`Italia che conosceva poco l`uno e l`altra.

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