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‘Santa b’Ici’, tour in bicicletta dove la chiesa non paga l’Ici

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In bici da Campo dè Fiori, nel cuore del centro storico della Capitale, per toccare «alcuni degli oltre trecento immobili ad uso commerciale di Roma per cui la Chiesa non paga l’Ici». È la biciclettata, dal titolo ‘Santa b’Ici’, organizzata stamani da una rete di cittadini riuniti attorno a uno dei principali animatori del Popolo Viola, Gianfranco Mascia. Prima tappa l’Hotel Ponte Sisto, quattro stelle, in via dei Pettinari, dove la pattuglia di cinque manifestanti in bici, ha affisso un adesivo con su scritto: «Immobile deIcizzato». Subito staccato dal personale dell’ albergo. Ma, per i Viola, l’elenco dei beni ecclesiastici Ici-esenti a Roma è lungo: ben 306 tra case accoglienza, case per ferie, domus, hotel e istituti vari. «Sono immobili della Chiesa ad uso commerciale o parzialmente commerciale esenti dall’Ici. Tra questi – riferisce Mascia – c’è: l’Albergo Giusti, l’Hotel Domus Pacis, l’Hotel Villa Rosa e tanti altri. Se ci stiamo sbagliando e la Chiesa non ha niente da nascondere ci faccia vedere le dichiarazioni Ici». «Gli organi di stampa vaticani rispondono che sono tutte baggianate – sostiene Mascia – ma la verità è che basta che all’interno dell’immobile destinato ad attività commerciale si mantenga anche una piccola struttura destinata ad attività di culto per garantire l’esenzione dall’Ici all’intero edificio. È così che hotel e pensioni, case di cura e di riposo non pagano l’Ici, magari solo perchè hanno fatto risultare che all’interno c’è una qualsiasi attività religiosa, un altarino, una cappella. Ai cittadini italiani, in questi giorni, si stanno chiedendo enormi sacrifici con la manovra. Alla Chiesa invece lo Stato assicura privilegi anche commerciali scorretti». La ‘Santa b’Icì, che si replica domenica mattina, dopo l’Hotel Ponte Sisto, oggi ha toccato anche altre tappe tra cui Casa di Santa Brigida, a piazza Farnese e la struttura gestita dalle Suore Operaie e Benedettine di via di Largo Argentina. Qui i manifestanti hanno citofonato per chiedere se c’era posto. «Ci ha risposto una suora dicendo che ospitavano solo donne e che era pieno al momento – riferisce Mascia – ripasseremo. L’ultima tappa l’abbiamo fatta in via del Corso numero 437, dove oltre alla Casa di San Carlo c’è anche un negozio della Camper. Abbiamo chiesto al gestore se erano in affitto e chi affittava loro il locale. Ci ha risposto che paga alla Chiesa un affitto molto caro». «È un’ingiustizia – afferma Laura, una manifestante in bici – con questa manovra i tanti cittadini che stanno male staranno ancora peggio mentre la Chiesa mantiene i suoi privilegi. Io sono un’impiegata ma ho una famiglia sulle spalle e ora se l’Ici viene introdotta su altri parametri mi troverò in grosse difficoltà perchè ci hanno tagliato tutto e ci aumenteranno tutto».

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