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“Sempre più grave la situazione delle carceri del Lazio”

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«Sempre più grave la situazione delle carceri del Lazio. Se non bastasse il sovraffollamento, la mancanza di personale e di fondi, ad affossare il sistema penitenziario del Lazio è la situazione scandalosa dei mezzi». Lo dichiara, in una nota, Natale Di Cola, segretario Fp di Cgil di Roma e Lazio. «Nella regione – spiega – sono poco più di un centinaio i mezzi a disposizione della polizia penitenziaria per effettuare il trasporto ogni anno di oltre 25mila detenuti nelle aule di tribunali, negli ospedali, in altri istituti penitenziari dentro e fuori il Lazio». «A causa della mancanza cronica di personale che abbiamo più volte denunciato – continua la nota – ricordiamo che nel Lazio mancano all’appello oltre 2mila agenti di polizia penitenziaria, tutte queste attività sono rallentate, posticipate, incidendo negativamente sul sistema giustizia ma soprattutto non avvengono secondo i criteri di sicurezza previsti». Il segretario afferma che «nel Lazio come nel resto del paese un detenuto tradotto fuori da un istituto dovrebbe viaggiare scortato con 4 uomini. Nella nostra regione questo è un miraggio. Nella stragrande maggioranza delle oltre 15mila traduzioni che vengono effettuate ogni anno si viaggia con meno della metà della scorta prevista con grandi rischi per la sicurezza dei cittadini. Oltre alla sicurezza dei cittadini è a rischio la sicurezza dei detenuti e degli agenti perchè i mezzi su cui viaggiano sono obsoleti e fatiscenti». «Non è difficile trovare agli angoli delle strade mezzi fermi o poliziotti che provvedano ad effettuare la manutenzione per far funzionare i mezzi o costretti ad anticipare i soldi per la benzina. Al solo nucleo traduzioni di Rebibbia – denuncia Di Cola – dei 77 mezzi in carico solo 37 risultano disponibili ma ad un esame più attendo della lista solamente 15 sono i mezzi effettivi deputati al servizio delle traduzioni». «Invitiamo i dirigenti della Polizia penitenziaria che utilizzano le Jaguar a farsi un giro nel piazzale autorimessa di Rebibbia. – sostiene – Potranno constatare come si stia trasformando in un cimitero di auto e mezzi. Sono molti gli autoveicoli incidentati o in avaria che giacciono in loco, ormai da tempo lasciati al deterioramento. Inoltre considerata la situazione appena descritta, siamo convinti che presto potrebbe essere chiesto al personale di effettuare i servizi per i 41 bis o per i detenuti di alta sicurezza con automezzi non protetti». «Questa situazione non è più ammissibile: il dipartimento e le istituzioni locali intervengano immediatamente, ad oggi infatti solo grazie all’impegno dei poliziotti penitenziari che svolgono, costretti a turni massacranti, con serietà e professionalità il loro lavoro, si è evitato il peggio» conclude la nota.

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