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Si allarga l’inchiesta sui punti verde qualità del Comune di Roma

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Si allarga su tutti i punti verde qualità del Comune di Roma l’inchiesta che ieri ha portato all’arresto di due funzionari comunali e di due imprenditori locali per una truffa da oltre un milione di euro ai danni del Campidoglio per la realizzazione e la gestione di tre aree, quella di Spinaceto, Tor Sapienza e Feronia. Ora gli inquirenti sono intenzionati ad andare oltre la «punta dell’iceberg», come l’ha definita il gip Bernadette Nicotra nel provvedimento cautelare di ieri, e cominceranno presto ad indagare su tutte le aree di riqualificazione urbana date in concessione dal Campidoglio. Un progetto, quello nato nel 1995 sotto la giunta Rutelli, che poi variato nel corso degli anni prevedeva la realizzazione di 67 aree su tutto il territorio cittadino destinate ad attività ricreative o sportive. Di queste sono 17 quelle effettivamente avviate. Il lavoro che attende i magistrati e la Guardia di Finanza rischia però di essere mastodontico. Ci sarà da analizzare tutta l«’enorme mole» di carte sequestrate durante le 19 perquisizioni effettuate ieri. Proprio da questi documenti potrebbero emergere altri illeciti. Domani, intanto, il giudice comincerà gli interrogatori di garanzia dei quattro arrestati: gli architetti del Comune Stefano Volpe e Anna Maria Parisi e gli imprenditori Massimo Dolce e Marco Bernardini. Sarebbero loro gli artefici della maxitruffa. Secondo le prime indagini, i due imprenditori si sarebbero garantiti l’appoggio dei due dipendenti comunali grazie a bonifici, mutui, automobili, smartphone e televisori, il tutto pagato ‘regolarmentè e non in nero. Lo scopo, secondo quanto emerge anche dalle intercettazioni telefoniche della Guardia di Finanza, era di impedire loro di tirarsi fuori nel caso la truffa venisse scoperta. In questo modo Dolce e Bernardini, che al Dipartimento Ambiente si sentivano molto ‘protettì, contavano di assicurarsi il silenzio e la fedeltà dei due dirigenti. «Vogliamo tutto tracciato, perchè così si sa di voi», dicevano al telefono.

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