RomaDailyNews - Il sito di informazione di Roma

SPRECHI | RIZZO: LA NUOVA SEDE DELL’ASI PAGATA SETTE VOLTE IL PREVISTO E NON HA I PANNELLI SOLARI

Più informazioni su

A Sergio Rizzo per fortuna non va bene niente e ogni giorno sul Corriere della sera ci segnala la storia di uno spreco di danaro pubblico. E la parola spreco è un eufemismo. Oggi segnala quello della nuova sede dell’Asi, l’Agenzia spaziale italiana. “Se – scrive Rizzo – l’astronauta italiano Luca Parmitano, di ritorno dalla sua lunga missione spaziale, volesse fare una visitina al complesso dell’Asi a Tor Vergata, gli suggeriamo di presentarsi senza qualche suo collega russo o americano. Eviterebbe di sicuro una domanda imbarazzante per i vertici dell’ente. La seguente: perché con tutto quello spazio a disposizione nella sede nuova di zecca di un ente che dovrebbe rappresentare la nostra avanguardia tecnologica, non c’è nemmeno un pannello solare?

Ma – continua Rizzo – ancora più imbarazzante, ne siamo sicuri, sarebbe la risposta: perché costano troppo. Spaventa il prezzo dei pannelli. Mentre non spaventava la lievitazione, quella sì davvero spaventosa, dei costi per la realizzazione della sede dell’Agenzia spaziale italiana, passati dai 12 milioni di euro inizialmente previsti alla fine del 2000 agli 84,4 milioni certificati da una pepatissima relazione dell’Autorità per gli appalti pubblici. Da non crederci.

Eppure è proprio con tale motivazione, secondo Walter Pelagrilli della Uil, che si sarebbe arenato qualche anno fa un progetto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico. Con il risultato, insiste il sindacalista, che non soltanto in questo modo l’Asi rinuncia agli incentivi (pagati dagli utenti e non dallo Stato) garantiti dal solare, ma si vede recapitare bollette da 80 mila euro a bimestre. E questo, sottolinea ancora, nonostante esistano una legge e una delibera del Comune di Roma che impongono agli edifici nuovi l’obbligo di dotarsi di impianti per l’energia rinnovabile.

La vicenda della nuova sede dell’Asi a Tor Vergata – continua Rizzo – con la singolare moltiplicazione per sette della spesa, sulla quale indaga la procura della Corte dei conti, andrebbe raccontata nelle scuole per amministratori pubblici: come esempio di quello che non si deve fare se si vogliono evitare gli sprechi. Sempre che sia soltanto una semplice faccenda di sprechi.

Più informazioni su