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Tangenti ai vigili: l’inchiesta della procura non si ferma

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Il filone nato dalla denuncia degli imprenditori Bernabei è chiuso, salvo sorprese, ma si lavora su altri presunti casi di mazzette chieste dai vigili urbani a commercianti del centro storico di Roma. L’inchiesta della procura non si ferma dopo l’arresto di due agenti del I Gruppo-centro storico, finiti ieri ai domiciliari al pari di un geometra. L’interrogatorio di garanzia dei tre dovrebbe svolgersi dopo Pasqua, secondo quanto trapela. Gli agenti Duilio Valente e Giancarlo Vicari e il tecnico Francesco Belmonte devono rispondere delle tangenti che avrebbero preteso e intascato dagli imprenditori Paolo e Silvio Bernabei e da una coppia che voleva ristrutturare un appartamento a Trastevere. Gli inquirenti continuano a lavorare su altri episodi che chiamerebbero in causa altri vigili del I Gruppo. In tutto sono otto quelli indagati. In particolare avrebbero preso di mira il titolare di un bar di via Lazio, a pochi passi da via Veneto, aperto e chiuso nel giro di sei mesi nel 2010. Per i pm gli autori di queste vessazioni restano da identificare. Gli accertamenti affidati ai Carabinieri del Nucleo Investigativo saranno «non brevi», secondo quanto si apprende. Ieri i militari hanno sequestrato materiale cartaceo e informativo durante le perquisizioni compiute nelle abitazioni e negli uffici degli arrestati e di altri agenti della municipale indagati. Nella sede del comando del I Gruppo in via della Greca, è stata prelevata documentazione relativa ai casi oggetto d’indagine. Per i tre arrestati il procuratore aggiunto Alberto Caperna e i sostituti Ilaria Calò e Laura Condemi avevano pensato di chiedere il giudizio immediato (si salta l’udienza preliminare e si va direttamente in dibattimento). Ma essendo scaduti i novanta giorni dalla iscrizione nel registro degli indagati di altri tre vigili urbani a piede libero (avvenuta il 2 gennaio) hanno deciso di procedere per via ordinaria. Intanto il sindaco di Roma Gianni Alemanno è tornato a difendere la polizia municipale nel suo complesso. «Il corpo dei vigili urbani è composto da 6500 persone e non possono essere tutte infangate per otto avvisi di garanzia – ha detto -. Manteniamo alta l’attenzione sulle mele marce ma non offendiamo un corpo che dà molto alla città». «Amareggiato, ma non preoccupato» è il comandante generale dei vigili Angelo Giuliani – a cui il sindaco ha ribadito il suo appoggio -, che esprime fiducia nella magistratura. «Il tempo è galantuomo – ha affermato Giuliani -. Non è la prima nè l’ultima volta, ma l’importante è che il Corpo ha gli anticorpi». Riguardo al comandante del I Gruppo, Stefano Napoli, Giuliani ha detto: «Dimissioni? Non scherziamo, è uno dei dirigenti più seri che abbiamo. Gode della mia fiducia e di quella dell’amministrazione».

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