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TASSE | CAPEZZONE: LE SETTE FREGATURE DEL GOVERNO SULLA CASA

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Daniele Capezzone spiega, come riporta il Giornale, quali sono le “sette fregature” che sono insite nelle nuove tasse sulla casa. Il presidente della commissione Finanze della Camera denuncia che difficilmente i Comuni fermeranno l’aliquota della nuova imposta sulla casa all’1 per mille. «È improbabile, per non dire impossibile, che ad aliquota standard dell’1 per mille i Comuni trovino le risorse necessarie ad applicare deduzioni e detrazioni che pure erano previste dalla vecchia Imu». Ne consegue che il governo sarà costretto ad aumentare l’aliquota al 2,5 per mille: «Solo aggravando ulteriormente l’imposta – osserva Capezzone – potranno permettersi di non far pagare chi non pagava prima». Da qui, le «sette fregature», secondo l’elenco del presidente della commissione Finanze della Camera.

A – Franchigia e deduzioni per i figli. Prima erano automatiche e di fatto garantivano l’esenzione a 5 milioni di abitazioni popolari. Oggi potranno essere introdotte discrezionalmente dai Comuni.
B – Il gettito della Tasi ad aliquota standard sull’abitazione principale è, già oggi, una sorta di Imu rientrata dalla finestra con diverso nome. Qualora (evento più che probabile viste le difficoltà finanziarie denunciate dai Comuni) questi dovessero applicare l’aliquota massima (2,5 per mille), il gettito potrebbe ulteriormente schizzare verso l’alto.
C – Il tetto dell’aliquota al 2,5 per mille vale solo per il 2014, per gli anni successivi potrà salire fino al 7 per mille. Con riferimento agli altri immobili, la stangata arriva a livelli insostenibili.
D – L’aliquota standard della Tasi dell’1 per mille si potrà aggiungere a quella massima dell’Imu (10,6 per mille), portando l’aliquota massima all’11,6 per mille.
E – Ritorna, addirittura con effetti retroattivi, la tassazione Irpef sulle case sfitte; e qui, preme precisare, che il dato sulle case sfitte è in forte aumento causa crisi economica.
F – In definitiva, i proprietari di casa (abitazioni principali e altre) pagheranno molto di più, sia rispetto al 2013, con l’Imu abolita sull’abitazione principale, sia rispetto al 2012.
G – Resta poi (ed è un altro aspetto gravissimo) l’allarme di Confcommercio sull’altra parte della Trise (la parte sui rifiuti) che prevede rincari fino al 600%.

Capezzone conclude la sua analisi con un’annotazione: «Sommando l’aggravio sulle abitazioni principali (prima esenti dall’Imu) e sulle quali ora si dovrà pagare la Tasi (5 milioni di abitazioni), la possibile adozione da parte dei Comuni dell’aliquota massima del 2,5 per mille nel 2014 e persino oltre negli anni successivi, e l’aumento di un ulteriore 1 per mille su tutti gli altri immobili, la patrimoniale sugli immobili potrebbe passare da 20 a oltre 30 miliardi di gettito».

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