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Terremoto a Roma, paura e gente in strada

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Alla 17.13 una lieve scossa ha fatto tremare la terra alle porte di Roma: un sisma di magnitudo 3.5 con epicentro ai Castelli Romani, al quale e’ seguita un’ altra piccola scossa di 1.6 Richter. Secondo gli esperti si e’ trattato di un episodio isolato e non di un avvio di sciame sismico. Un episodio che, pero’, ha fatto piombare nel panico i romani, scesi in strada per mettersi al sicuro. In molti hanno lasciato l’ ufficio, mentre molti altri si sono precipitati al telefono per chiamare parenti e amici ed avere rassicurazioni. Numerose anche le senalazioni ai vigili del fuoco, tempestati di telefonate. A muoversi e’ stata anche la Sovrintendenza comunale che ha avviato le procedure del caso per fare una ricognizione dei monumenti. Il sisma e’ stato avvertito anche nella residenza estiva del Papa, a Castel Gandolfo, dove in questo periodo alloggia Benedetto XVI. La scossa di terremoto si e’ propagata anche sui social network. Non erano passati nemmeno trenta secondi da quando la terra ai Castelli Romani aveva tremato, che tutto il popolo romano della rete aveva gia’ fatto un commento su Facebook e Twitter. Alcuni anche corredati dalla cartina dell’ epicentro. ” Ho pauraaaaa”, e’ il tweet di un utente in diretta col terremoto. E un altro: ” Terremoto a Roma percepito sicuramente in zone Garbatella, Anagnina, Nomentana, San Giovanni”. Su facebook e’ subito chiaro che il sisma e’ stato avvertito solo in alcune zone della citta’: ” A Grottaferrata siamo tutti usciti dall’ ufficio”, scrive un utente, mentre un altro dice di aver avvertito il terremoto anche ” a Ciampino”. E aggiunge: ” Fa proprio un brutto effetto”. Scrivere nello status che si e’ avuta paura o che lo si e’ sentito equivale per molti ad esorcizzarlo. I commenti poi sembrano avere un effetto calmante: insomma, non si e’ stati soli ad avvertire la scossa che riporta alla mente quelle che hanno recentemente colpito l’ Emilia Romagna. Il tam tam corre veloce: sono state innumerevoli le testimonianze che dal web anche se in molti hanno confidato di non aver avvertito la scossa (” Per fortuna io non ho sentito nulla”, scrive Angelina), mentre molti altri chiedono informazioni ad amici e parenti che vivono nella Capitale. Una ragazza spagnola chiede agli amici romani se va tutto bene, mentre un’ inglese, per lavoro nella Capitale, rassicura i parenti proprio su Twitter. Alfonso invece parla di ” isteria per una scossetta”. E chi di social network non e’ pratico, ha direttamente telefonato ai vigili del fuoco chiedendo conferma dell’ avvenuto terremoto. In molti hanno deciso di scendere in strada, soprattutto gli inquilini degli ultimi piani dove il movimento e’ stato avvertito di piu’. Intanto la Protezione Civile della Regione Lazio fa sapere che sta monitorando l’ evolversi della situazione nel territorio del distretto sismico Monti Cornicolani-Aniene. ” La presidente Renata Polverini e’ stata subito informata ed e’ in contatto con la Sala operativa della Protezione Civile regionale. Al momento non risultano danni a cose o persone. Le squadre della Protezione Civile regionale sono state subito attivate per effettuare le opportune verifiche sul territorio interessato e sono pronte ad intervenire per qualsiasi evenienza”. A muoversi e’ anche il sovrintendente ai Beni Culturali di Roma, Umberto Broccoli, che ha predisposto dei controlli sui monumenti della citta’. Il monitoraggio ha riguardato in particolare l’ area archeologica dei Fori, il Colosseo, la Domus Aurea e tutte le preesistenze archeologiche che presentano fragilita’.
Il rischio a Roma esiste ma i dati relativi al territorio sono molto scarsi ed e’ necessario approfondirne le mappe geologiche. Secondo Salvatore Barba, funzionario dell’ Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), potrebbe valere la pena approfondire le indagini: metodologie semplici e economiche potrebbero migliorare di molto le informazioni sul territorio della capitale. “Roma e’ una zona sismica con magnitudo massima di 5,45 – ha spiegato Barba, – questo vuol dire che esiste la possibilita’ sporadica, non frequente, di un possibile sisma di 5,45, il problema delle nostre incertezze riguarda la scarsita’ delle informazioni relative al territorio”. Nell’ ultimo secolo si sono registrati terremoti piuttosto intensi, nel 1919 di 5,4 gradi ad Anzio e nel 1927 di grado 5 ai Colli Albani che provoco’ anche danni e feriti nella capitale, eppure le strutture geologiche del territorio laziale sono ancora poco note. “La carenza di informazioni deriva da piu’ fattori, – ha spiegato Barba, – da un lato i terremoti nel Lazio, diversamente dall’ Abruzzo, sono piuttosto rari e generalmente di bassa intensita’ e una diversa densita’ di popolazione, dall’ altro esistono pochi studi relativi al territorio di Roma e dintorni”. Il funzionario Ingv ha spiegato che attualmente risulta impossibile poter ipotizzare le conseguenze di un sisma del quinto grado nei pressi della citta’ ma che l’ VIII commissione Ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera sta realizzando una serie di indagini conoscitive in proposito. “Non viene purtroppo sentita l’ esigenza da parte delle istituzioni locali, – ha commentato ancora Barba, – di uno studio piu’ approfondito del territorio. Abbiamo i mezzi, attraverso indagini relativamente economiche e non invasive, per poter migliorare di molto le mappe geologiche del territorio che riducano l’ incertezza delle nostre conoscenze da km a poche centinai di metri”.

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