Tor Pignattara, madre ancora sotto choc: urla e lacrime dal letto dell’ospedale. Alemanno e moglie lasciano rose e candele

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    (Foto Macro-lab) Non riesce proprio ad accettare che la sua piccola Joy e suo marito Zhou non ci sono più. Zheng Lia è ancora sotto choc, a 24 ore dalla notizia della morte dei suoi cari durante la rapina di mercoledì scorso. La donna continua a piangere e ad urlare dal suo letto all’ospedale San Giovanni, mentre i medici e gli psicologi provano a calmarla. Da ieri non ha ancora toccato cibo, imponendo il divieto assoluto alle visite. L’unico che ha potuto andare a trovarla è il fratello, impegnato anche nell’accudire il papà gravemente malato. Appena apre gli occhi, Zheng comincia ad urlare con le lacrime agli occhi. I medici che l’hanno in cura non possono far altro che sedarla. – Il dolore ha ormai stravolto la serenità della famiglia cinese, colpita dal duplice omicidio. La nonna della piccola Joy, nel pomeriggio, è rientrata a casa in lacrime, sorretta da alcuni parenti. La donna, visibilmente provata e dal pianto incessante, è entrata nel palazzo, nel quartiere di Torpignattara, davanti al quale si è consumata la tragedia. Chi la sorreggeva, quasi trascinandola di peso, ha allontanato i fotografi presenti sul luogo dove sono state lasciate candele e fiori.

    Una dozzina di rose bianche e due ceri accesi in ricordo della piccola Joy e di suo padre, Zhou Zheng, da parte del sindaco di Roma Gianni Alemanno e dalla moglie Isabella Rauti. Il primo cittadino, oggi pomeriggio, ha voluto lasciare un proprio pensiero sui luoghi della tragedia avvenuta tre giorni fa e cioè, davanti al bar gestito dalla famiglia cinese e davanti alla loro abitazione dove padre e figlia sono stati uccisi mercoledì sera a Torpignattara. Alemanno, dopo aver deposto il mazzo di fiori, si è chinato per accendere il proprio cero e, con questo, quello della moglie per poi chiudersi in preghiera per qualche minuto. Subito dopo ha fatto lo stesso davanti al bar che si trova su via Casilina. «Questa è una ferita per noi e per tutta la città – ha detto visibilmente commosso – che non potremo mai dimenticare: non saremo mai sereni fino a quando le belve che hanno commesso questo omicidio terribile non saranno assicurate alla giustizia». Poi, ha ricordato: «Domani incontreremo la comunità cinese, con l’ambasciatore, mentre il giorno delle esequie sarà lutto cittadino. Vogliamo garantire la sicurezza e dire ai cittadini che queste cose non devono mai più accadere in una città come Roma».

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