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Torna in piazza il ‘Popolo dell’acqua’

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Il ‘popolo dell’acqua’ torna in piazza domani. «Per il rispetto dell’esito referendario, per un’uscita alternativa dalla crisi», il Forum italiano dei movimenti per l’acqua ha organizzato un corteo domani a Roma che partirà alle 14 da Piazza della Repubblica per arrivare a Piazza Bocca della Verità. «Il 12 e 13 giugno scorsi -rilevano i promotori- la maggioranza assoluta del popolo italiano ha votato per l’uscita dell’acqua dalle logiche di mercato, per la sua affermazione come bene comune e diritto umano universale e per una gestione pubblica e partecipativa del servizio idrico. Un voto netto e chiaro, con il quale 27 milioni di donne e uomini, per la prima volta dopo decenni, hanno ripreso fiducia nella partecipazione attiva alla vita politica del nostro paese e hanno indicato un’inversione di rotta rispetto all’idea del mercato come unico regolatore sociale». «Ad oggi -viene rilevato- nulla di quanto deciso ha trovato alcuna attuazione: la legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua continua a giacere nei cassetti delle commissioni parlamentari, gli enti locali – ad eccezione del Comune di Napoli – proseguono la gestione dei servizi idrici attraverso Spa e nessun gestore ha tolto i profitti dalla tariffa».

«Il risultato referendario deve essere rispettato e trovare immediata applicazione», dicono gli organizzatori della manifestazione. «Per questo, il movimento per l’acqua si prepara a lanciare la campagna nazionale »Obbedienza civile«, ovvero una campagna che, obbedendo al mandato del popolo italiano, produrrà in tutti i territori e con tutti i cittadini percorsi auto organizzati e collettivi di riduzione delle tariffe dell’acqua, secondo quanto stabilito dal voto referendario». «Quello che avviene per l’acqua -viene rilevato- è solo il paradigma di uno scenario più ampio dentro il quale si colloca la crisi globale. Un sistema insostenibile è giunto al capolinea. I poteri forti invece di prenderne atto invertendo la rotta, ne hanno deciso la prosecuzione, attraverso la continua restrizione del ruolo del pubblico a colpi di necessità imposte dalla riduzione del debito e dai patti di stabilità, la consegna dei beni comuni al mercato, tra cui la conoscenza e la cultura, lo smantellamento dei diritti del lavoro anche attraverso l’art. 8 della manovra estiva, la precarizzazione dell’intera società e la conseguente riduzione degli spazi di democrazia». L’obiettivo è «costruire una giornata in cui siano le donne e gli uomini di questo paese a riprendersi la piazza e la democrazia, invitando ad essere presenti tutte e tutti quelli che condividono questi contenuti e le nostre forme di mobilitazione, portando le energie migliori di una società in movimento, che, tra la Borsa e la Vita, ha scelto la Vita. E un futuro diverso per tutte e tutti».

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