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Abbiamo fatto Trenta, facciamo trentuno

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Cara dottoressa Trenta, comprendo bene il disagio di dover traslocare in fretta e furia e rinunciare ad un comodo immobile di ampia metratura in zona praticamente centrale. Il canone poi è, ovviamente, fuori mercato: un appartamento simile le costerebbe almeno quattro volte tanto a prezzi di mercato (senza contare fidejussione o deposito cauzionale e costo del mediatore). Insomma, un bel guadagno specie ora che, finita l’esperienza governativa, non mi risulta che lei abbia altri incarichi politici.

Non ho motivo di dubitare della correttezza formale delle procedure che le hanno consentito di mantenere l’alloggio in virtù del ruolo di suo marito. Non spetta alla stampa effettuare verifiche e controlli.

Io, molto umilmente (e da conduttore a prezzi di mercato), mi permetto soltanto di evidenziarle il concetto di “opportunità politica” che lei sembra aver scarsamente compreso. Non si può, infatti, ottenere cariche ed onori “salendo in groppa” ad un movimento politico che ha fatto della lotta al “privilegio di casta” della classe politica italiana il proprio marchio di fabbrica, godendone i frutti, salvo poi rispondere piccata all’universo mondo, nel momento in cui uno di quei privilegi (e quanto inviso a quelle classi medie e popolari che hanno gonfiato i vostri consensi e, aggiungerei, le vostre tasche con lauti stipendi pubblici) le viene sottratto.

Non era infatti politicamente opportuno “prendere d’aceto” o passarsi l’appartamento da moglie ex ministro a marito aide de camp del Segretario Generale del Ministero della Difesa, anche se con procedura formalmente ineccepibile.

Lei, quindi, non soltanto si è resa odiosa a me e a quei milioni di italiani che, come me, pagano un affitto tutti i mesi per avere un tetto sulla testa, ma ha inflitto – se ce ne fosse ancora bisogno – un colpo mortale all’immagine del “grillismo militante di duri e puri”, un francescanesimo di facciata del tutto ipocrita dietro al quale si nascondono, con scarso successo direi, le solite piccinerie all’italiana.

Si rassegni: siamo un popolo di furbi e di pitocchi e lei ed i suoi colleghi di partito non venite dalla Svezia.

CB

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