Udicon: alla Stazione Tiburtina nuovo non equivale ad efficiente foto

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    L’U.Di.Con (Unione per la difesa dei consumatori) a seguito della riapertura della stazione Tiburtina avvenuta ieri, 10 ottobre, a distanza di tre mesi dall’incendio che ha completamente paralizzato il trasporto urbano, ha deciso di fare un sopralluogo per constatare di persona gli interventi di ammodernamento che hanno portato al ripristino del servizio delle linee Fr1 e Fr2 che collegano Tivoli e Lunghezza alla Capitale e che, fino allo scorso venerdì, erano stati sostituiti da servizi navetta con arrivo alla stazione Prenestina. Non è certo positivo il bilancio della mattinata passata alla stazione Tiburtina che, ogni giorno, accoglie 20 mila pendolari provenienti dall’hinterland laziale, che impiegano 50 minuti per arrivare a Roma e dirigersi poi a lavoro o a scuola. I sogni dei cittadini che quotidianamente affrontano questo viaggio e che avevano sperato in un miglioramento del servizio delle Ferrovie sono svaniti il giorno stesso del cambiamento quando, in arrivo al binario 1°- 2° est (così sono stati infatti ribattezzati i binari che accolgono i treni provenienti da Tivoli) si sono trovati davanti uno scenario a dir poco apocalittico: banchina ridotta ai minimi termini insufficiente ad ospitare il flusso incessante di viaggiatori, tunnel talmente stretto da non permettere lo scorrimento dei passeggeri, senza considerare l’ostacolo rappresentato dalle scale. “Speravamo sinceramente che l’attesa di questi mesi avrebbe portato dei notevoli benefici ai pendolari che, ancora una volta, vengono considerati cittadini di serie b; infatti – afferma indignato il Presidente Nazionale dell’U.Di.Con, Denis Nesci – i lavori non hanno di certo prodotto quei risultati che ci aspettavamo, i treni continuano ancora a maturare un ritardo di 10 minuti, per non parlare poi dei deficit strutturali che sono sotto gli occhi di tutti: banchine talmente strette da mettere a repentaglio la sicurezza dei passeggeri, assenza totale di coperture utili per il riparo dalla pioggia e infine il lungo tragitto che bisogna percorrere prima di arrivare I disservizi non sono limitati alle linee finora citate, ma riguardano tutto il territorio laziale. L’U.Di.Con infatti, proprio in questi giorni, ha inviato una lettera al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, alle Ferrovie dello Stato e alla Direzione Regionale dei Trasporti, affinché intervengano per migliorare il servizio sulle linee FR1, FR5, FR7, FR8 che continuano a causare disagi ai passeggeri e ai turisti che utilizzano proprio queste linee per dirigersi in aeroporto e al porto di Civitavecchia. L’Associazione, pertanto, chiede alle istituzioni di intervenire per migliorare i servizi in un settore vitale come quello dei trasporti.

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