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UE| HEISBOURG: L’EURO FARA’ IMPLODERE L’EUROPA COME L’URSS

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Che l’euro, e la politica per sostenerlo, siano una catastrofe per l’Europa e per i suoi cittadini ormai lo hanno capito tutti, meno chi per le cariche che ricopre continua a far finta di non capirlo, in attesa di pensare a una exit strategy. O fa finta di non capirlo perché ha il suo bravo tornaconto, finché dura. Ma che a raccomandare di buttare via la moneta unica perché non solo frena la crescita dell’Europa ma rischia di farla implodere come è capitato all’Urss, non è un euroscettico, è uno studioso che si è sempre battuto per arrivare alla federazione europea. Si tratta di François Heisbourg, autore del libro di cui parla Ugo Bertone in un articolo su Libero.

Il 1° luglio del 1994 (…) il Brasile rimpiazzò il vecchio cruzeiro con il real. (…) Qualcosa del genere – riferisce Bertone – potrebbe accadere in Europa. O almeno se lo augura François Heisbourg, presidente del prestigioso International Institut for Strategic Studies, che non può essere accusato di populismo o di pensiero anti-europeo. Tutt`altro. Heisbourg è uno strenuo sostenitore del federalismo europeo, ed in passato grande sostenitore della moneta unica.

Oggi non più perché, si legge nel suo libro “La fine del sogno europeo” che sta suscitando un acceso dibattito in giro per l`Europa «dall`inizio della crisi, da motore della crescita l`euro si è trasformato in un freno e continuerà ad esserlo probabilmente anche per il prossimo decennio, a partire dal 2020: il sogno europeo sta per trasformarsi in un incubo, a meno che non si cerchino altre strade».

E così, per salvare quel che resta dell`Unione Europea in attesa di tempi migliori, non basta solo capire cosa non ha funzionato, bisogna cercare soluzioni prima che sia troppo tardi e l`Europa non imploda come l`Unione Sovietica sotto l`azione dell`euro, «quel fantasma che s`aggira per l`Europa». L`operazione dal punto di vista tecnico non è impossibile come dimostra il caso del Brasile che coinvolse 26 Stati federati con una popolazione di 200 milioni di persone.

«Per condurre il passaggio sarà necessaria una decisione politica congiunta di Germania e Francia in collaborazione con la Bce». Dev`essere una decisione condivisa perché «sarebbe una catastrofe per Berlino (e per l`Europa) se fosse considerata l`unica responsabile della fine della moneta unica» ma, per funzionare, deve essere guidata da pochi.

Il “giorno j”, dopo aver messo in atto un sistema temporaneo di controllo dei flussi di capitale, i vari sistemi nazionali effettueranno il cambio dall`euro alle varie monete nazionali. Dopo il break up inizierà una fase di cambi fluttuanti per adeguare i valori delle monete.

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