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UE | NUOVA TRAPPOLA DELLA MERKEL PER L’ITALIA FRA DUE GIORNI A BRUXELLES

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Ugo Bertone lancia l’allarme su Libero: attenzione, la Merkel ci fa pagare un nuovo conto imponendoci di stare pure zitti. Vediamo di seguire Bertone in questa analisi, che non è semplice riassumere in poche parole. “C`è aria di presa in giro – scrive Bertone – a tre giorni dal prossimo round di trattative a Bruxelles sulla prossima Unione Bancaria, in programma giovedì e venerdì prossimo. Il rischio, per noi italiani, è quello solito: pagare il conto e per giunta stare zitti”.

“Angela Merkel e i socialdemocratici tedeschi – scrive Bertone – hanno raggiunto, nel corso del negoziato sulla formazione del nuovo governo, un accordo sulle regole da seguire in occasione dei fallimenti delle banche nella zona euro (…). La responsabilità delle operazioni, secondo l`intesa, dovrà far capo ai ministri delle Finanze. Per i salvataggi, aggiunge l`accordo, non dovranno essere impiegati i capitali dell`Ems, ma un fondo unico finanziato dalle banche”. (…)

L`accordo – osserva Bertone – è stato raggiunto giusto un giorno dopo la consegna dell`opinione della Bce in materia. Mario Draghi si è raccomandato che l`agenzia che dovrà pronunciarsi sui salvataggi delle banche a rischio fallimento sia «forte ed indipendente». La risposta è arrivata a stretto giro di posta: l`agenzia, secondo il ministro Wolfgang Schauble, deve dipendere in maniera esplicita dai ministri delle Finanze. Ovvero dalla Germania perché è inimmaginabile una decisione dell`Ecofin in materia di quattrini che venga presa contro il voto tedesco. La linea di frau Merkel, preoccupata che le prossime elezioni dell`Europarlamento diano vita ad una maggioranza scomoda, è di affidare il più possibile le decisioni-chiave ai governi. Cioè alla grosse koalition da lei guidata.

Ai socialdemocratici – osserva Bertone – preme che “a pagare il conto” non siano gli Stati, che hanno versato i fondi all`Ems, bensì le banche. Anzi, nell`ordine, azionisti, obbligazionisti ed infine correntisti bancari. E qui scatta la presa in giro. In caso di fallimento, come ha già sottolineato il presidente della Bce, si rischia di far pagare un prezzo intollerabile agli obbligazionisti, cioè risparmiatori che senza alcun intento speculativo hanno posteggiato i propri risparmi in istituti di credito. Solo dopo il loro sacrificio interverranno gli Stati. Ma con nuove risorse, secondo i partiti tedeschi, non con i fondi stanziati per interventi di salvataggio, cioè il Meccanismo Europeo di Stabilità in cui l`Italia, terzo contribuente, ha finora investito 11,4 miliardi in attesa di completare, come previsto dalle intese, il versamento di 125 miliardi.

Ma a che servono allora – si domanda Bertone – questi quattrini custoditi in Lussemburgo? Per ora, l`unico dato certo è che questi capitali, nell`attesa di un impiego a favore dei Paesi che ne abbiano necessità, devono essere parcheggiati in titoli che godano della tripla A. Ovvero in Bund tedeschi, salvo qualche spicciolo a favore della Finlandia o dell`Austria.

Insomma, il commento è nostro, è una doppia trappola a cui l’Italia, se avesse un governo, dovrebbe far di tutto per non caderci dentro.

 

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