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Ventotene, nuovo crollo: nessun ferito. Nel 2010 la tragedia delle due studentesse

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Un crollo si è verificato questa mattina sull’isola di Ventotene. A venire giù, intorno alle 12, è stata parte di un costone in zona Fontanelle vicino Cala Battaglia. La zona era stata già interdetta a turisti e bagnanti e questa misura ha evitato che si registrassero feriti. Sul posto sono arrivati gli uomini della Capitaneria di Porto e il sindaco dell’isola, Giuseppe Assenso. «L’area era già stata interdetta – ha sottolineato all’Adnkronos il sindaco – e nelle vicinanze, infatti, non c’era nessuna imbarcazione e nessun turista. Nella zona – sottolinea – sono già in programma degli interventi di messa in sicurezza». Sull’isola è stato messo a punto un piano di interventi per la messa in sicurezza della costa . Misure e interventi che sono scattate dopo la tragedia del 2010 in cui persero la vita due ragazze travolte da una frana. Era il 20 aprile quando un costone di tufo si staccò dalla parete che sovrasta Cala Rossano, a Ventotene, uccidendo Sara e Francesca, studentesse romane in gita sull’isola.

Perla dell’arcipelago pontino, meta turistica apprezzata e ricercata, l’isola di Ventotene torna sotto i riflettori per un nuovo crollo di un costone a poco più di un anno dalla tragedia in cui morirono due studentesse della scuola media Anna Magnani del quartiere Morena di Roma, Francesca Colonnello e Sara Panuccio, di 13 e 14 anni. È il 20 aprile dello scorso anno quando una roccia travolge degli studenti, in gita scolastica sull’isola, sulla spiaggia di Cala Rossano. Francesca e Sara perdono la vita, una terza ragazzina rimane ferita a una gamba, un quarto compagno di classe riporta lievi ferite. I compagni di classe, sotto choc, fanno rientro a Roma mentre divampano le polemiche sulla sicurezza e ci si domanda se la tragedia poteva essere evitata. Intanto istituzioni locali e non si stringono al dolore delle famiglie delle vittime.

«In merito al crollo avvenuto in località Fontanelle sull’isola di Ventotene, l’area rientra tra quelle a rischio individuate dai tecnici della Regione Lazio, all’indomani della tragedia dell’aprile dello scorso anno, e interdette alle imbarcazioni e alle persone, come anche specificato dal Comune di Ventotene, evitando il ripetersi di incidenti». È quanto comunica una nota della Regione Lazio. La Regione Lazio ribadisce inoltre «come siano interdette tutte le aree a rischio dissesto idrogeologico individuate dai tecnici regionali, al fine di garantire l’incolumità delle persone e consentire la prosecuzione degli interventi di messa in sicurezza avviati dall’amministrazione regionale». «Il dissesto idrogeologico, infatti – si legge nella nota della Regione Lazio – è stato affrontato in via prioritaria dalla presidente della Regione Lazio, Renata Polverini, attraverso un Piano di intervento straordinario, firmato con il ministro dell’ambiente Stefania Prestigiacomo, con il finanziamento di 120 milioni di euro, 60 di fondi regionali e 60 del ministero. Il Piano indica come prioritarie proprio le opere di intervento sulle isole di Ponza e Ventotene». «Il Commissario Straordinario per il dissesto idrogeologico, Vincenzo Santoro, nominato in base all’intesa Regione-Ministero, negli ultimi sei mesi ha messo in atto tutte le procedure necessarie per la messa in sicurezza dei luoghi a rischio e già da metà settembre saranno indette dalla struttura di commissariamento le prime gare per gli interventi sulle isole di Ponza e Ventotene per un importo di 6 milioni di euro», conclude.

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