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VINCOLO DI MANDATO | SARTORI: I GRILLINI NON POSSONO ESSERE ACCOLTI IN PARLAMENTO

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Il numero uno dei costituzionalisti italiani, Giovanni Sartori, è convinto – e lo scrive sul Corriere della sera – che i grillini non possono essere accolti in parlamento perché non accettano l’articolo 67 della costituzione, quello che prevede l’elezione senza vincolo di mandato. Seguiamo il ragionamento di Sartori, che parte da lontano, da quando il vincolo di mandato imperativo c’era e le costituzioni moderne hanno abolito.

L`Italia – scrive Sartori – pullula di giuristi e anche di giuristi davvero insigni. Eppure a nessuno di loro è venuto in mente, a quanto pare, l`articolo 67 della nostra Costituzione, per il quale «ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato».

Nelle nostre facoltà di Legge – prosegue Sartori – si insegna storia del diritto italiano (come è giusto che sia) ma non si insegna storia del costituzionalismo. Incredibile ma vero. Il risultato è che ai nostri costituzionalisti sfugge che il divieto del mandato imperativo istituisce la rappresentanza politica dei moderni. Perché la rappresentanza esisteva anche nel Medioevo e nell`antichità, ma era appunto una rappresentanza assoggettata al vincolo del mandato imperativo, e quindi di delegati o ambasciatori che presentavano al Sovrano le richieste dei loro mandanti. Il divieto del mandato imperativo è dunque vitale per un sistema di democrazia rappresentativa. Se togli questo divieto la uccidi.

E sostiene Sartori – il grillismo costituisce di fatto una violazione macroscopica di questo principio. Non c`è dubbio che il grillismo sia un movimento politico; e, secondo la dottrina, un movimento che riesce a fare eleggere suoi candidati al Parlamento, è un partito politico. Ma questi eletti hanno titolo per entrare e votare in Parlamento? Secondo l`articolo 67 della Costituzione, no. Perché gli eletti del Movimento 5 Stelle sono appunto vincolati da un mandato imperativo di agire, parlare e votare solo su istruzioni di Grillo e del suo guru; una sudditanza che li obbliga, senza istruzioni, al silenzio o alla inazione.

Come ne usciamo? si chiede Sartori. L`articolo 67 sopracitato suggerisce – mi pare – che questi eletti non possono essere accolti in Parlamento senza prima sottoscrivere uno ad uno il loro ripudio del mandato imperativo. So immaginare gli strilli e i «vaffa» dei grillini e di chi li vota. Il che non toglie che i giuristi della Corte costituzionale non possano ignorare il problema e nemmeno lo dovrebbe ignorare, mi sembra, il presidente della Repubblica.

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