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Viterbo, abusa di una bimba di 9 anni figlia della convivente

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È stato arrestato dagli agenti della Squadra Mobile di Viterbo con l’accusa di violenza sessuale continuata e aggravata un uomo di 40 anni che aveva abusato di una bimba di 9 anni, figlia della sua convivente. La segnalazione alla polizia è arrivata una ventina di giorni fa da un centro antiviolenza che aveva appurato il disagio della bambina. Secondo quanto emerso durante le audizioni protette della piccola, con il supporto di esperti del centro antiviolenza, psicologi e assistenti sociali, la bambina subiva abusi da almeno tre anni. La piccola, figlia del primo matrimonio di una donna di 40 anni dell’est europeo, in un racconto definito «drammatico» dagli investigatori, ha riferito che gli abusi avvenivano quando la mamma era a lavoro e lei si trovava da sola in casa con l’uomo. Dopo gli accertamenti, la polizia ha depositato un’informativa alla Procura, sulla base della quale il pm ha chiesto un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, autorizzata dal Gip ed eseguita ieri sera dagli agenti della Squadra Mobile in un paese della provincia di Viterbo. La bambina, che adesso è con la mamma, continua ad essere seguita dal centro antiviolenza e dagli assistenti sociali.

«Una storia terribile, che ha turbato profondamente anche noi». Cos il capo della Squadra Mobile di Viterbo Fabio Zampaglione, nel corso della conferenza stampa convocata per illustrare l’operazione in cui è stato arrestato il presunto pedofilo di una bambina di nove anni. «Durante le audizioni – ha spiegato il vice questore Zampaglione – nonostante l’assistenza degli psicologi e dei nostri specialisti, la bambina veniva sopraffatta dalla commozione e non riusciva più a parlare. Allora ci faceva capire con disegni le brutalità cui veniva sottoposta». A completare il quadro delle prove a carico dell’uomo arrestato hanno contribuito anche le testimonianze della pediatra che aveva in cura la piccola e di un’assistente sociale che si occupava della madre, le quali hanno deciso di avvalersi del supporto del servizio di psicologia della Asl di Viterbo. La bambina è stata ascoltata e filmata in un stanza in fondo al corridoio dell’ala della Questura in cui ha sede la Squadra Mobile sulle cui pareti ci sono disegni fatti da bambini. «Ce li hanno donati i piccoli quando ci siamo occupati dei loro casi» spiega una funzionaria della sezione speciale contro i reati sui minori. I disegni sono decine e dietro ciascuno di essi si nasconde un episodio di violenza o di pedofilia.

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