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Corriere della Sera Cronaca di Roma «Idi, casse depredate dagli indagati»

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Un equivoco diplomatico allunga i tempi senza impedire la perquisizione. Nel primo pomeriggio i finanzieri della Tributaria entrano al civico 3 di via della Conciliazione, a pochi passi dal perimetro delle Mura Vaticane, dove l’inchiesta sui conti in rosso dell’Idi ha finito per portarli: i funzionari della Santa Sede si appellano al Concordato ma gli uffici della Congregazione dei Figli dell’Immacolata Concezione, proprietaria, tra l’altro, di Idi e San Carlo di Nancy, non sono extraterritoriali. L’operazione è necessaria per ricavare «la reale contabilità degli ospedali» e verificare «l’esatto ammontare del denaro oggetto di indebita appropriazione da parte degli indagati nel corso degli ultimi anni». Franco Decaminada, Aleandro Paritanti, Giuseppe Incarnato, Domenico Temperini, Eugenio Lucchetti, Giovanni Rusciano, Antonio Nicolella fanno parte, secondo i magistrati «di un sistema sofisticato che dimostra la forza del sodalizio criminoso, il legame fiduciario che lega tutti gli indagati fra loro, la pericolosità degli stessi e, soprattutto, l’obiettivo finale: la spoliazione continua delle casse dell’ospedale Idi in favore dei sodali». Così si legge nel decreto di perquisizione consegnato dagli uomini della Finanza del generale Virgilio Pomponi riepiloga tre mesi di indagine. La rete dei fornitori? Secondo la procura «era un altro meccanismo utilizzato per le plurime distrazioni di somme di denaro frutto dell’attività ospedaliera». I fornitori erano scelti «su base arbitraria e preferenziale, ben oltre i prezzi di mercato (come dimostra, tra l’altro la possibilità di operare un drastico taglio del 35% dei prezzi)». ….. ….. Ilaria Sacchettoni

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