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Corriere della Sera – Cronaca di Roma La Lazio in lacrime per Chinaglia

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Giorgio Chinaglia è morto ieri mattina nella sua casa Naples, in Florida, reduce dalla settimana di ricovero in ospedale a causa di un attacco cardiaco. In prima battuta si sperava che si trattasse di un macabro pesce d`aprile, poi è arrivata la conferma della notizia direttamente dal figlio di Long John, Anthony. «Mio padre è morto questa mattina (ieri, ndr) intorno alle 9.30. Sessantacinque anni, un pezzo di storia della Lazio. Una bandiera, sette stagioni e 98 gol nella squadra di cui, dall`83 all`85, fu anche presidente. Ambasciatore di New York Cosmos, il suo ultimo club da giocatore, Chinaglia era negli Usa dal 2008, dopo che nel 2006 era stato accusato di riciclaggio e aveva ricevuto un mandato d`arresto. «Uno sbaglio di generosità», dicono gli ex compagni dell`eroe dello scudetto del `74, la prima volta del tricolore cucito sulle maglie biancocelesti. Di quella squadra, Pino Wilson era il capitano: «C`è il rimpianto che fosse da solo, questo è un grande rammarico per me. L`avevo sentito tre giorni fa perché avevo saputo che non stava bene. Abbiamo mezzo secolo di amicizia, quando ho saputo la notizia ho pensato subito ad un macabro scherzo, purtroppo è tuto vero». «Più di un compagno, un amico, un fratello»: Felice Pulici era il portiere della Lazio di Chinaglia. «Fu lui il nostro trascinatore, non c`è dubbio. Giorgio voleva essere sempre il primo della classe e anche noi giocavamo per essere al suo livello. È così che abbiamo centrato un successo incredibile. Chinaglia è il simbolo della Lazio e come tale deve essere ricordato e celebrato. I “peccati di generosità” sono legati all`amore profondo che nutriva nei confronti del proprio club». Un legame indissolubile, il tricolore. Rafforzato dal ritorno di Long John alla Lazio in veste di presidente, anni `83-85: «Ricordo quando tornò dall`esperienza nel Cosmos ed andò a fare il presidente – ancora Pulici – Lì per me fu una scoperta, perché mi volle al suo fianco in qualità di direttore generale»…………. (Andrea Arzilli)

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