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Corriere della Sera Cronaca di Roma | LO SCUDO E IL MALAFFARE

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Rassegna Stampa – Cronaca e Notizie di Roma

La vicenda dell’Idi ha dell’incredibile ma purtroppo è più che verosimile. La realtà rischia di superare l’immaginazione in questo incubo della sanità italiana, così come è già avvenuto per il San Raffaele a Milano. Chi non conosce la deriva della sanità religiosa del nostro Paese potrebbe stupirsi per la gestione personalistica, confusa e disonesta, ma dietro la regola dell’obbedienza si nascondono molti intrighi e umane debolezze. Anche la recente scoperta che 1,5 milioni di euro di fondi che erano stati destinati da Enrico Bondi all’ospedale sono stati dirottati alla Congregazione non deve stupire più di tanto: negli ordini religiosi e nelle congregazioni la commistione nei bilanci (che non hanno l’obbligo di dover essere resi pubblici) tra le diverse opere e missioni non è l’eccezione ma spesso la regola. Talvolta questo serve per nobili fini di finanziamento alle missioni più povere e in difficoltà, ma non di rado diventa il facile scudo per ogni tipo di malaffare e terrena tentazione. Qui l’uso della res publica (l’Idi come tutti gli ospedali pubblici o privati accreditati vive grazie ai finanziamenti del Sistema Sanitario Regionale) come res privatissima gestita truffaldinamente sembra essere stata la regola quotidiana. Il Vaticano ha infine scelto il commissariamento, un atto quasi dovuto, contro cui per lungo tempo con superbia e arroganza la Congregazione si era opposta. La scelta è avvenuta in extremis e a pochi giorni dal termine del mandato di Papa Benedetto XVI mentre veniva a galla l’ennesima distorsione di fondi. Il Vaticano nell’annunciarla ha però detto chiaramente che di soldi non se ne parla, nessun finanziamento o coinvolgimento diretto economico. … …. (di SERGIO HARARI)

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