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Corriere della Sera | Marino a Roma “è finita l’epoca degli amici degli amici, dei favori”

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Ignazio Marino

Ignazio Marino

Sembra stanco di sentirsi dire che «è poco, è troppo poco, si poteva fare di più, ma per cinquant’anni e soprattutto in quelli più recenti in molti si sono voltati dall’altra parte, peccato che quando Roma cominciava a indebitarsi per i terreni del villaggio Olimpico io avessi solamente due anni…».

Forse per questo, oggi, parla di tutto. Così il sindaco di Roma Ignazio Marino, in un’intervista al Corriere della Sera.

Delle cose fatte e di quelle, infinitamente più numerose, ancora da fare: «Ma io immagino la rotta della città come fosse quella di un laser, le piccole imbarcazioni a una sola vela, maneggevoli, basta variare il timone di pochi gradi per cambiare considerevolmente rotta, ed è ciò che abbiamo appena fatto». Cambiare verso, cambiare rotta: il senso politico è chiaro.

«Ormai è passato un anno, sì, anche se sembra molto di più: basta pensare alle ultime settimane, le canonizzazioni, il Bilancio, il decreto Enti locali, per avviare questa rivoluzione dolce abbiamo dormito poco e lavorato tanto. Un giudizio sull’amministrazione? Io penso sempre che si possa e si debba correggere, migliorare, però so anche cogliere gli aspetti positivi, perché è un mio dato caratteriale e perché credo che, in quest’ultimo anno, ci siano stati. Anche perché…».

Sul bilancio  “abbiamo tagliato 117 milioni di spesa corrente, e non è mai accaduto in questa città, mai”.  E poi aggiunge  “abbiamo colpito i camion bar aumentando di dieci volte la tariffa, abbiamo avviato una rivoluzione culturale in fatto di trasporto privato, il car sharing ha esordito con dati mai ottenuti in nessuna città del mondo, aumentato le strisce blu in centro e questo proprio per favorire il ricambio…”.

Sulla Ztl ai residente del centro “sono certo che l’assessore Improta saprà ascoltare i cittadini e la maggioranza, e poi sono sicuro che l’aula, durante il dibattito, saprà migliorare la proposta di giunta”. L’aumento della tassa di soggiorno, “È la Costituzione a dire che ciascuno deve contribuire in base alle proprie disponibilità, e allora perché chi va in una suite a cinque stelle pagava solamente un euro in più di chi si fermava in una pensione a Termini?” e rivendica “l’estensione dell’esenzione Irpef per 530 mila romani”.

Sui rifiuti “Io sui rifiuti ho una visione chiara: eravamo al 23 e siamo al 38 per cento di differenziata, nel 2016 arriveremo al 65 per cento, e io voglio un ecodistretto per trasformare in ricchezza i rifiuti, in entrate importanti per la città: penso a due impianti simili a quelli che Gdf Suez ha a Montpellier, in Francia”.

Sul salario accessorio i sindacati stanno battagliando il sindaco risponde “Il salario accessorio è ormai un tema nazionale”  e poi aggiunge “ma i sindacati non possono chiedere a un sindaco, quale che sia, dei comportamenti al di fuori della legge. A Roma le leggi si rispettano, a me non interessa il consenso spicciolo voglio un cambiamento culturale della città, è finita l’epoca degli amici degli amici, dei favori”.

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