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Eterologa: Lorenzin: “Centri, pubblici e privati, senza una legge non si possono muovere”

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Beatrice Lorenzin

Beatrice Lorenzin

Cosi’ il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che in un’intervista a Repubblica. ”Secondo la lettura del nostro ufficio legislativo i centri, pubblici e privati, senza una legge non si possono muovere. Altrimenti si espongono a contenziosi e problemi giuridici, legati ad esempio alle procedure di autorizzazione”.

Poi spiega di non sentirsi ”sconfitta” per lo stop del governo al decreto sulla fecondazione eterologa. ”Qualsiasi atto amministrativo, delibera regionale e linea guida puo’ essere impugnato al Tar, dando vita a lunghi contenziosi. Per le leggi questo principio non vale”, spiega Lorenzin. ”Senza legge non si puo’ istituire un registro nazionale dei gameti, verificare la loro tracciabilita’ o controllare quante donazioni fa una persona in un anno. E non si puo’ recepire la direttiva europea sull’autorizzazione dei centri. Comunque – sottolinea – sto facendo valutare se siamo in grado prendere provvedimenti intermedi, come linee guida, senza la norma parlamentare”.

In merito alla delibera sull’eterologa della regione Toscana, ”si tratta di una loro decisione, noi rispettiamo le decisioni di tutti e tutti si assumono le proprie responsabilita’ fino in fondo”, osserva il ministro, precisando di non aver ”preso in al momento in considerazione” un ricorso alla Consulta. I Nas, aggiunge, ”verificheranno che le norme siano rispettate”.

Lo stop al decreto ”lo ha deciso il consiglio dei ministri, su proposta del premier Renzi”, dice Lorenzin. ”Ho spiegato perche’ c’era bisogno del decreto, ho parlato dell’urgenza di tipo sanitario e delle forti pressioni esterne. Ho proposto una soluzione pragmatica. Mi hanno chiesto se secondo me questa materia aveva una portata bioetica. Ho detto di si’ e abbiamo deciso che si poteva aspettare qualche mese, perche’ su questi temi deve esprimersi il Parlamento. Se il governo decide che si puo’ prendere tempo, sono d’accordo”. Sui tempi, ”se c’e’ la volonta’ di andare fino in fondo e si attengono agli elementi gia’ previsti dal mio decreto possono volerci pochi mesi. Altrimenti si sta fermi e si aspetta”, rileva Lorenzin. ”Del resto questa materia in Italia e’ stata dibattuta anni. Un po’ di attesa in piu’ non cambia le cose”.

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