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Il Messaggero – Cronaca di Roma. Gemelli in lotta contro la crisi: tutto l’ospedale in assemblea

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Al Policlinico Gemelli, per la prima volta nei suoi cinquant’anni di storia, soffia il vento di una battaglia sindacale vera, aspra e dagli esiti imprevedibili. L’appuntamento è per le otto di questa mattina nell’aula «Monsignor Vito», proprio dietro l’ingresso principale, per un’assemblea assolutamente inedita perché vi parteciperanno insieme medici, infermieri, tecnici, amministrativi e gli stessi dirigenti. «Sono riusciti nel miracolo di metterci per una volta tutti d’accordo», dice Domenico Frezza, sindacalista della Uil.
Il «miracolo» di cui parla Frezza, in verità, è una voragine senza fine: sono le centinaia di milioni che il Policlinico Gemelli ritiene di dover ancor avere dalla Regione Lazio, la «grave crisi finanziaria» che ha convinto il micnistro della Salute Balduzzi a istituire per il Gemelli un tavolo governativo, a certificarne, insomma, la caratura di caso nazionale.
E’ questa «grave crisi finanziaria» che ha spinto alla fine di febbraio il direttore amministrativo dell’Università Cattolica, Marco Elefanti, a decidere la «disdetta dei contratti aziendali» e a varare un piano industriale. Sosteneva due settimane fa Elefanti: «Abbiamo, però, subito avviato le trattative con i sindacati e abbiamo 90 giorni di tempo per trovare l’accordo sui nuovi termini contrattuali». «Trattative» che non debbono essere andate molto lontane se siamo arrivati all’assemblea di oggi. Le sedici sigle sindacali che popolano questo enorme ospedale – centomila ricoveri l’anno, il 16 per cento da fuori regione, con il più importante polo oncologico italiano – chiedono, per cominciare a trattare davvero, che quella disdetta dei contratti aziendali venga subito ritirata. Dietro la formuletta «contratti aziendali» c’è tutto un mondo, tutta un’aneddotica più o meno giustificata, perché a qualsiasi medico ospedaliero romano, a qualsiasi infermiere andrete a chiedere, vi diranno che al Gemelli guadagnano di più, che sono dei privilegiati. Chi dice il dieci, chi favoleggia il venti per cento. Cerca di ristabilire i termini Salvatore Caputo, diabetologo, leader indiscusso del Samuc, sindaco autonomo medici dell’Università cattolica: «Sono leggende. La verità è che noi abbiamo in più solo due istituti di maggior favore, valgono 90-100 euro nello stipendio. Ma rispetto a tutti gli altri siamo anche indietro di un rinnovo contrattuale». Privilegiati o no, questa disdetta è stata come la caduta di un tabù, perché anche di simboli si vive. «Un provvedimento del genere – sostiene Frezza ormai a poche ore dall’assemblea – non può calare dall’alto all’improvviso. Deve essere il frutto di incontri, di trattative. Concepita così, questa disdetta, ha avuto solo un serio e devastante effetto: ci ha messo in difficoltà con la base».
Gli umori della base si scopriranno presto…………….     (di NINO CIRILLO)

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