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Il Messaggero Cronaca di Roma. Imu, imposta alle stelle sulle rendite catastali alte

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La prima cosa certa è che saranno proprio i romani a pagare il prezzo più alto d’Italia sull’altare dell’Imu. La media, per i proprietari di prima casa, è di 496 euro a testa. Che messi a confronto con l’Ici 2007 (l’ultima prima della soppressione voluta dal governo Berlusconi) fanno 71 euro di aggravio. La seconda è che nelle casse del Campidoglio, da questo segmento, dovrebbe affluire circa mezzo miliardo. La terza certezza è che il sistematico fallimento, in questi anni, di ogni tentativo di adeguare le rendite catastale al reale pregio di molti immobili cittadini provocherà una valanga di ingiustizie. Tra coloro che, magari in periferia, saranno costretti a pagare una montagna di soldi, al contrario di chi ha la fortuna di una abitazione centrale di pregio accatastata come una pensione a due stelle. E che se la caverà a buon mercato. Magari guadagnandoci pure.
Casi così (soprattutto tra Piazza Navona, Termini e Trastevere) a Roma, ce ne sono migliaia. E provocheranno un mare di storture perché l’Imu (che ora si calcola sui vani e non più sui metri quadrati) ha una logica fortemente progressiva. E dunque accelera in maniera impressionante al crescere della rendita. Ad appesantire tutto, il fatto che, nel Salva Italia, i coefficienti catastali che servono per adeguare la rendita catastale degli immobili (che va aumentata del 5%) per arrivare al valore catastale, che è la base imponibile su cui si applicano le aliquote, sono passati dal 100 al 160%. Anche se, è bene ricordarlo, c’è una detrazione fissa di 200 euro, cui si aggiungono altri 50 euro per ogni figlio a carico (under 26 anni) fino a 400 euro. …. (di MICHELE DI BRANCO)

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