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Il Messaggero – Cronaca di Roma Mazzette per non vedere gli abusi arrestati due vigili e un tecnico

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Concussione consumata e tentata, falso ideologico commesso da pubblico ufficiale, omessa denuncia e sostituzione di persona. Alla fine in tre sono finiti agli arresti domiciliari, due agenti e un geometra. L’inchiesta sulle presunte mazzette ai vigili del primo gruppo è arrivata a una svolta ieri mattina. I carabinieri del nucleo investigativo si sono presentati per notificare l’ordinanza di custodia cautelare in casa di Duilio Valente, in servizio presso l’ufficio edilizia, e Giancarlo Vicari, funzionario del primo gruppo. Il gip Filippo Steidl ha disposto la stessa misura anche per il geometra Francesco Belmonte. Ma ieri i militari hanno anche perquisito le abitazioni di Antonio De Stefanis, Spartaco Pierotti Giampiero Capitani (in pensione) altri agenti della municipale, per tutti i sei indagati i pm Laura Condemi e Ilaria Calò avevano chiesto il carcere, ma il giudice ha disposto la misura più leggera solo per i primi tre: potrebbero inquinare le prove.
L’inchiesta comincia con la denuncia dell’imprenditore del vino Paolo Bernabei. E a confermare le sue parole, una tangente di 30mila euro pagata, e un’altra della stessa somma pretesa dai vigili, sono poi arrivate anche le testimonianze. Agli atti c’è anche l’esposto di una coppia che ha sostenuto di avere subito le medesime pressioni sempre dagli stessi agenti.
E’ il 2009 quando i vinai Silvio e Paolo Bernabei decidono di ampliare gli uffici di via della Luce a Trastevere. Per avere un consiglio e «al fine di non commettere errori» si rivolgono all’amico di famiglia Duilio Valente, in servizio presso l’ufficio edilizia della polizia municipale. E Valente dà la dritta. Anzi, per la verità, secondo Paolo Bernabei il suggerimento arriva anche dal comandante responsabile dell’ufficio Antonio De Stefanis: rivolgetevi al geometra Francesco Belmonte.
Belmonte diventa progettista e direttore delle opere e gira una lauta parcella agli imprenditori: 9mila e 600 euro in assegni e 30 mila in contanti. Paolo Bernabei paga senza avvertire il fratello, si lamenta ma Belmonte assicura che quella somma è «la garanzia (niente controlli) di non avere problemi. Faceva parte dell’accordo con i vigili»…………….. (di VALENTINA ERRANTE)

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