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Il Messaggero Cronaca di Roma | Partorisce e getta il neonato nel cestino

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Rassegna Stampa – Cronaca e Notizie di Roma

Ha girato per tutto il giorno con il suo bambino morto chiuso nella busta della spesa. Si è liberata di lui gettandolo in un cassonetto dell’ospedale e poi ha confessato. Marika S. 25, accusata di infanticidio, è ricoverata al San Camillo piantonata dai poliziotti. «Il mio bambino è nato morto, nessuno sapeva che ero incinta, ho partorito in bagno, lui è scivolato nel water, l’ho tirato fuori e ho visto che non respirava». Dice questo Marika e racconta alla polizia la sua verità. Una ricostruzione che ha ancora dei lati oscuri da chiarire, perché la giovane cambia versione più di una volta e si contraddice. Racconta bugie e dà nomi falsi,forse per non coinvolgere altre persone, o forse perché la sua mente è troppo fragile. LA RICOSTRUZIONE Giovedì mattina, alle 5, Marika, al nono mese di gravidanza, partorisce in bagno. La ragazza vive in un appartamento alla Magliana insieme alla sorella, che non si accorge di nulla. Lei prende il neonato morto lo avvolge in una maglia, lo infila in una busta della spesa e lo chiude nell’armadio. La ragazza si rimette a letto e dorme fino alle due del pomeriggio. Quando si sveglia si accorge che ha una piccola emorragia, decide di andare a casa del padre per prendere alcune cose che le servono, ma non vuole lasciare il corpo del figlio nell’armadio e lo porta con sé. Marika forse vuole cancellare la morte e si comporta come se il suo bambino fosse vivo: prende l’autobus stringendo tra le mani la busta, che è solo una piccola bara, va a casa del padre prende quello che le serve, scrive qualcosa al computer e poi va in palestra e al bar dove ha appuntamento con un’amica per un aperitivo. L’amica sa che Marika era incinta e sa anche che aveva abortito in Inghilterra.

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