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Il Messaggero – Cronaca di Roma. Postino ubriaco in bici bloccato dai carabinieri

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«Fate, fate. Non sono ubriaco, io. Solo un Campari e una birra. Sì, sì. Non c’è problema. Proprio nessuno». Un postino in bicicletta fermato «per guida in stato di ebbrezza» mentre zig-zagava lungo una strada potrebbe essersi guadagnato, oltre a una denuncia e a una probabile sanzione disciplinare, anche un angolino nel Guinness dei Primati. È accaduto sabato a Ostia quando una pattuglia dei carabinieri ha notato un uomo in sella a un mezzo delle Poste che pedalava allegramente, troppo allegramente, da una parte all’altra della carreggiata. L’uomo, con tanto di sacca delle lettere a tracolla, è stato sottoposto al test: tasso alcolemico di 2,07 grammi per litro di sangue contro un massimo di 0,5.
Il dipendente delle Poste, quarantacinque anni, è stato intercettato durante il servizio in via delle Triremi, tra lungomare Duca degli Abruzzi e piazza Menenio Agrippa, non lontanissimo dal nuovo porto. Il Codice della Strada, sebbene non tutti lo immaginino, non fa differenze tra chi guida ubriaco una macchina e chi lo fa in sella a una bicicletta. Così i carabinieri della Stazione di Ostia non hanno potuto che procedere: la bici è stata fermata, il postino è stato multato e denunciato, ed è stato anche necessario avvertire l’ufficio postale di cui fa parte l’impiegato.
L’episodio bisogna dire sembra uno dei tanti gioielli sfornati nei decenni dalla Settimana Enigmistica nella rubrica «Strano ma vero». Ma la storia del postino ubriaco, a pensarci bene, è anche un piccolo classico del cinema. Alcuni anni fa «Giù al Nord», un film francese, e poi «Benvenuti al Sud», versione italiana della pellicola, raccontavano proprio la vicenda di un portalettere brillo. L’impiegato, di consegna in consegna, un cognac offerto in una casa, un Pernod bevuto in un’altra (almeno nella versione transalpina), finiva proprio come in via delle Triremi: zig-zagando, con la testa a mille, da una parte all’altra della strada.
Il postino di Ostia non sapeva veramente cosa dire e in fondo non avrebbe neppure potuto…………..     (di LUCA LIPPERA)

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