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Il Messaggero – Cronaca di Roma Riaprire la tomba del boss la procura valuta l’ipotesi

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    Poche righe, ma eloquenti. E Giuseppe Pignatone segna il percorso nel prossimo futuro di una delle indagini più delicate per la procura che dirige da due settimane, quella sulla scomparsa di Emanuela Orlandi. E soprattutto traccia un solco profondo tra il sistema delle «indiscrezioni», come quelle filtrate due giorni dagli inquirenti che si occupavano del caso, diretti da Giancarlo Capaldo, e il nuovo corso della procura di piazzale Clodio.
    Le soffiate arrivate nelle redazioni puntavano il dito contro il Vaticano: «C’è ancora qualcuno che conosce la verità sulla scomparsa della ragazza». E gettavano la spugna sul caso De Pedis: «Inutile riaprire quella tomba nella basilica in piazza Sant’Apollinare». Ieri è arrivato il comunicato ufficiale di Pignatone: «Ogni ulteriore iniziativa di indagine nel procedimento sulla scomparsa di Emanuela Orlandi sarà diretta e coordinata dal procuratore della Repubblica che ha assunto la responsabilità della Direzione distrettuale antimafia». Come dire: quelle che sono state pubblicate, sono considerazioni personali di chi non è più incaricato di seguire il caso. E ancora, per essere più chiaro: «Le dichiarazioni e le valutazioni sul procedimento per la scomparsa della Orlandi attribuite da alcuni organi di informazione ad anonimi inquirenti della procura di Roma non esprimono la posizione dell’Ufficio».
    E’ un segnale forte, dalla duplice valenza. Il primo messaggio è alla famiglia di Emanuela Orlandi, al fratello Pietro e a tutti quelli che ancora chiedono di sapere la verità: le indagini proseguiranno in tutte le direzioni, indistintamente…………     (di MASSIMO MARTINELLI)

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