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Il Messaggero – Cronaca di Roma. Rinchiuso in bagno a scuola da una banda di baby bulli

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L’hanno legato con il nastro adesivo a una sedia e segregato nel bagno facendolo urlare sino a che, un’ora dopo, gli studenti più grandi l’hanno soccorso. Un episodio sconvolgente che si aggiunge a quanto accaduto a un suo coetaneo, soggiogato addirittura per alcuni mesi, al punto che i genitori hanno presentato un esposto alle forze dell’ordine.
Due storie di bullismo al «Paolo Baffi» di Fiumicino, l’istituto alberghiero già noto per essere stata la scuola di Simone Costa ucciso a 16 anni l’11 dicembre scorso a Parco Leonardo con un pugno sferrato da un suo amico. A fare le spese del clima di violenza e minaccia tra le mura scolastiche, di cui sono rimaste vittima persino alcuni professori, sono una coppia di quindicenni di due classi diverse. Entrambi con disabilità e seguiti da insegnanti di sostegno.
L’episodio più grave è emerso una mattina di qualche giorno fa quando alcuni ragazzi del quarto hanno «liberato» dal bagno un ragazzino del primo. Il giovane urlava e chiedeva aiuto dopo che alcuni compagni di classe l’avevano legato con nastro adesivo a una sedia e abbandonato nella toilette. Per quell’episodio gli autori hanno affrontato un vero processo da parte degli insegnanti e dei compagni di classe. Messi di fronte alle loro responsabilità, gli artefici dell’atto di bullismo ieri hanno steso all’ingresso dell’istituto di via Bezzi un lenzuolo di scuse pubbliche indirizzate alla loro vittima «per aver commesso l’errore».
Altrettanto drammatica la vicenda di percosse e intimidazioni denunciata dai genitori di un altro quindicenne, anche lui iscritto al primo anno, ma di un’altra sezione. «Già dai primissimi giorni di frequenza – dicono il papà e la mamma che hanno presentato un esposto – nostro figlio è stato importunato e percosso da compagni di classe. Gli stringevano le mani al collo, come per soffocarlo. Prima delle vacanze di Natale, poi, gli hanno tirato il diario in faccia lasciandogli un vistoso ematoma. E infine il 9 marzo, davanti a una professoressa, gli hanno detto che lo avrebbero aspettato fuori scuola per gonfiarlo di botte……. (di GIULIO MANCINI)

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