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Il Messaggero Cronaca di Roma Saldi flop, negozi in crisi 2.500 rischiano la chiusura

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Le banche hanno chiuso i rubinetti, l’ossigeno che i commercianti aspettavano dai saldi estivi si è rivelato ampiamente insufficiente. Millecinquecento negozi nel 2012 hanno già chiuso, altri 2.500 rischiano di fare la stessa fine entro la fine dell’anno. Il 20-25 per cento delle licenze ha cambiato padrone. Infine, molti negozianti sono stati costretti a ridurre il numero dei commessi o hanno pagato con irregolarità i salari. «C’è anche chi – racconta Valter Giammaria, presidente della Confesercenti – per resistere alla mancanza di liquidità è stato costretto a vendersi la casa al mare. Ma l’elemento più preoccupante di questo scenario è che il mese di luglio, nonostante i saldi estivi, si è chiuso con vendite inferiori a giugno. Non era mai successo».
Il 7 luglio sono cominciati i saldi estivi, che proseguiranno fino a metà agosto. Ma a quasi un mese dalla partenza si può fare un primo bilancio e i dati raccolti tanto da Confcommercio quanto da Confesercenti confermano: ora le famiglie non fanno più acquisti nel settore dell’abbigliamento e delle calzature neppure con i prezzi ribassati. Spiegano da Confcommercio Roma: «La visione complessiva sulle vendite è negativa a Roma così come a livello nazionale. La situazione nella Capitale si attesta su una media del 20 per cento in meno delle vendite rispetto allo stesso periodo dello scorso anno con punte di -30 e -40 per cento in alcune zone della città. La causa principale ovviamente continua ad essere il calo dei consumi e soprattutto la costante diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie. Basti pensare, infatti, che ogni famiglia ha speso in media fino al 35 per cento in meno rispetto al 2011».

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