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Il Messaggero Cronaca di Roma Cinecittà, proteste con funerale tensione alla Casa del Cinema

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Rassegna Stampa - Cronaca e Notizie di Roma

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Davanti alla Casa del Cinema c’è una bara con tanto di finto prete che celebra il funerale degli Studios mentre i lavoratori, una trentina, urlano slogan: «Cinecittà non si tocca, la difenderemo con la lotta», «Abete-Della Valle, fuori dalle palle», «Il cinema è sovrano, il vostro parco giochi non lo vogliamo».
Dentro c’è Luigi Abete che, sfidando il fracasso delle proteste e nel tentativo di disinnescare l’allarme internazionale, illustra ai giornalisti il suo piano di rilancio. Quello stesso che da quasi un mese fa scioperare i dipendenti e ha provocato raccolte di firme, articoli, appelli. «Ma quale smantellamento. Cinecittà non chiude anzi si potenzia. Investiamo per far tornare il cinema e, mentre gli altri tagliano, noi intendiamo garantire tutti i posti di lavoro», scandisce il presidente degli Studios. Poi lancia l’ultimatum: «Ma se l’occupazione non finisce saremo costretti a licenziare».
E per oltre due ore, a colpi di «lo capirebbe anche un bambino» e «disinformazione in malafede», Abete illustra la ristrutturazione contestata e a suo dire destinata, dopo la perdita dei 3 milioni e mezzo del 2011, a rivitalizzare la Hollywood sul Tevere, disertata dal cinema e dalle fiction tv emigrate causa prezzi stracciati nell’Est Europa. «Il piano lo presentammo nel 2010 e nessuno protestò. L’agitazione di oggi è piccolo cabotaggio sindacale», tuona Abete. «Lo sciopero disturba il lavoro nei teatri, danneggia la nostra immagine internazionale e tiene lontani i visitatori della mostra celebrativa. Sono amareggiato e indignato». … … Gloria Satta

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