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«La Ciociaria non sarà la discarica di Roma»

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Rifiuti, ogni giorno c’è un fronte nuovo. Domenica era riapparso lo spettro di una nuova discarica nella già martoriata Valle Galeria, a poche centinaia di metri da Malagrotta, vale a dire a Monti dell’Ortaccio: il ministro Corrado Clini si è subito opposto. Ieri c’è stata la nuova rivolta dei sindaci della Ciociaria: anche se la sentenza del Consiglio di Stato ha dato loro torto, non vogliono che l’impianto di Colfelice sia utilizzato per il trattamento di parte dei rifiuti romani. Infine, prosegue il percorso dell’impianto di via Canestrini, tra la Ardeatina e la Laurentina, dove già c’è una discarica di inerti per i residui degli scavi della metro. Qui c’è il progetto di accogliere anche la frazione organica stabilizzata prodotta dal nuovo tritovagliatore di Rocca Cencia, ma la popolazione della zona è già sul piede di guerra. A meno di un mese dalla prima data a rischio – l’11 aprile Malagrotta non potrà più accogliere i rifiuti non trattati – la situazione resta molto confusa. E tesa. Ripartiamo dalla rivolta della Ciociaria. Ieri Bernardo Donfrancesco, sindaco di Colfelice, il paese dove ha sede un impianto di trattamento sotto utilizzato rispetto alla sua capacità, ha spiegato: «Il ministro dell’Ambiente dica come vuole risolvere il problema dei rifiuti a Roma. Non vogliamo essere la discarica della Capitale. Tanti sindaci della provincia di Frosinone hanno già confermato la loro netta contrarietà a trattare nel nostro impianto i rifiuti di Roma». (Il Messaggero Cronaca di Roma)

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