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La Repubblica Cronaca di Roma | “L’ho buttato nel cestino, era nato morto”

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Rassegna Stampa – Cronaca e Notizie di Roma

«AVEVO affidato il bambino alla mia amica perché non mi sentivo bene. Lei poi mi ha lasciato all’ospedale, è scappata con la sua macchina, ma prima di andarsene mi ha costretto a nasconderlo dentro un cassonetto. Io non volevo e non so perché lei mi abbia costretto a fare questo. Ditemi cos’è successo al mio bambino». Inizia con una menzogna il racconto di Marika S., la ragazza di 25 anni del Trullo accusata di infanticidio, che agli investigatori del commissariato Monteverde, diretti dal vicequestore Mario Viola fornirà tre, quattro diverse versioni di questa storia agghiacciante. Una bugia che, via via che l’interrogatorio prende forma, si trasformerà in un racconto shock di una giornata trascorsa a girovagare per la città, tra palestra e aperitivi, con il neonato morto al seguito, chiuso in una busta di plastica, nascosta nella borsa. «Io non sto bene con la testa». La verità arriverà solo dopo uno slalom di versioni e controversioni, tra lacrime e singhiozzi e la consapevolezza di aver commesso un reato molto grave che, una volta dimessa dall’ospedale, probabilmente le spalancherà le porte del carcere. Anche se saranno la magistratura e soprattutto l’autopsia a decidere della gravità del reato. «Mi sono svegliata alle cinque del mattino e sono andata in bagno a partorire seduta sul water — ha dichiarato agli inquirenti la ragazza, ascoltata all’ospedale San Camillo dove è ricoverata nel reparto di ginecologia per una forte emorragia — Il bambino mi è praticamente scivolato dentro il water e l’ho visto morto (dettaglio questo che si potrà verificare solo dopo l’autopsia sul corpicino, ndr) ….FEDERICA ANGELI RORY CAPPELLI

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