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Notizie del giorno: crisi turca e PD

Notizie del giorno: per arginare la crisi, il presidente Erdogan ha invitato i cittadini turchi a prendere euro, dollari e oro in loro possesso e cambiarli in banca, rassicurando inoltre tutti che Allah è dalla parte della Turchia. Cresce il fronte interno al Pd intenzionato ad accelerare il processo di ricostruzione

Notizie del giorno: crisi turca

News. Le parole di Donald Trump, che ieri ha annunciato l’autorizzazione per un “raddoppio dei dazi su acciaio e alluminio della Turchia”, hanno fatto ulteriormente precipitare la Turchia in una crisi finanziaria che ha rapidamente innescato un effetto domino (ANSA).

“I nostri rapporti con la Turchia non sono buoni al momento” ha sentenziato il presidente statunitense, portando il balzello al 20% per alluminio e al 50% per acciaio. Nella giornata di ieri la valuta turca è quindi scesa del 16% a 6,6 contro il dollaro, per un totale del 45% su base annuale.

I rendimenti dei titoli di stato decennali sono decollati raggiungendo il 20%, mentre in Borsa sono stati limitati i danni con una chiusura a -2,3%, dopo un picco del -8,8%.

Per arginare la crisi, il presidente Erdogan ha invitato i cittadini turchi a prendere euro, dollari e oro in loro possesso e cambiarli in banca, rassicurando inoltre tutti che Allah è dalla parte della Turchia.

Per facilitare l’uscita dalla crisi Erdogan ha chiamato Putin per chiedere aiuto e serrare le fila in un momento tanto delicato. A preoccupare è anche il possibile innesco di un effetto endemico, che pesi in particolar modo sui Paesi emergenti.

Le prime conseguenze della crisi turca si sono sentite ieri soprattutto in Italia, paese esposto verso Ankara: Piazza Affari è stata maglia nera con una perdita del 2,51%, mentre lo spread è salito fino a sfiorare i 270 punti base. Male anche l’euro che nella giornata ha toccato i minimi da inizio anno verso il dollaro, chiudendo poi a 1,14 dollari.

Notizie del giorno: Pd

Ultime notizie. Cresce il fronte interno al Pd intenzionato ad accelerare il processo di ricostruzione, che al momento vede il proprio culmine nel congresso fissato a febbraio 2019 (ANSA).

Nonostante il segretario Maurizio Martina abbia recentemente messo nero su bianco il cronoprogramma che porterà all’elezione del nuovo leader dem, Nicola Zingaretti ieri ha osservato che “il congresso prima si fa meglio è”, poiché “la situazione sta precipitando e noi dobbiamo farci trovare pronti in qualsiasi momento”.

Idea condivisa anche dall’ex premier Paolo Gentiloni, convinto che “non c’è molto tempo per preparare un’alternativa”.

Tra chi vorrebbe anticipare il congresso regnerebbe il sospetto che Matteo Renzi e i suoi fedeli stiano cercando di guadagnare più tempo possibile, non avendo ancora individuato un nome che possa correre per la segreteria e rappresenti la loro corrente.

La tesi degli oppositori vorrebbe addirittura Renzi intenzionato a posticipare il congresso dopo l’estate 2019, così da poter rientrare in corsa lui stesso come candidato.