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Notizie del giorno: oggi in Italia e nel mondo

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Notizie del giorno – Virginia Raggi: La sindaca Raggi ha annunciato su Facebook che verrà sentita dalla Procura di Roma il 30 gennaio in quanto indagata per abuso di ufficio e falso. La vicenda è legata alla nomina di Renato Marra a capo del Dipartimento Turismo.

“Ho avvisato Beppe Grillo, i consiglieri di maggioranza e i membri della giunta e, nella massima trasparenza che contraddistingue l’operato del M5S, ora avviso tutti i cittadini” si legge nel post, dove Raggi si dice inoltre “molto serena” su come si concluderà la vicenda (tgcom).

Tra le reazioni della politica Matteo Renzi ha invitato il proprio partito a “rispettare la presunzione di innocenza”, augurandosi l’innocenza di Raggi. Beppe Grillo nel frattempo è tornato sul tema dei contatti con i media da parte dei deputati M5S, minacciando di impedire la ricandidatura a coloro che rilasciano interviste senza averle prime concordate con i vertici del Movimento.

Notizie del giorno: Italicum

Italicum: E’ slittata a oggi la decisione della Consulta sull’Italicum (Ansa). La decisione è stata presa in seguito a un ritardo sui lavori dovuto a orazioni di alcuni avvocati più lunghe del previsto (con relative insofferenze da parte dei giudici costituzionali), che hanno permesso ai giudici di riunirsi solo dopo le 17. Le impressioni tratte dalla giornata portano a pensare che dall’Italicum saranno cancellati ballottaggio e candidature multiple, mentre dovrebbe resistere il premio per la forza politica che supera il 40% dei voti. Il maggioritario verrebbe quindi intaccato profondamente, pur sopravvivendo in parte.

Caso Regeni

La diffusione del video registrato da Abdallah in cui il sindacalista parla con Giulio Regeni sembra aver dato una scossa alle indagini sulla morte del ragazzo italiano. In una parte di video non trasmessa si sente infatti l’egiziano chiamare la National Security per chiedere: “Ora venite a prendervi gli apparecchi”. L’episodio confermerebbe così la mano della sicurezza egiziana dietro a tutto il caso, con la probabile intenzione di fermare Regeni. Abdallah sarebbe quindi stato incaricato di pedinare il ricercatore italiano e la sua denuncia alla polizia risalirebbe già a dicembre 2015 e non al 7 gennaio 2016 come dichiarato in precedenza. La Procura di Roma ha ammesso la difficoltà nel percorso delle indagini ma ha spiegato anche di aver registrato ultimamente “significativi passi avanti” (rainews).

Politica estera

News dagli Usa

Dopo la “giornata del protezionismo”, Donald Trump si è concentrato ieri a picconare la politica filo-ambientalista di Barack Obama. Si spiega così l’intenzione annunciata dal Presidente di proseguire nella costruzione di due oleodotti bloccati dal suo predecessore: il Keystone XL, che correrà dal Canada al Messico per 1180 miglia, e il Dakota Acces, recentemente bloccato per la protesta delle tribù Sioux di Standing Rock. “Le regole ambientali sono folli, sono fuori controllo” ha commentato Trump, aggiungendo che tra i suoi obiettivi vi è la trasformazione degli Stati Uniti in “da molto inospitali a estremamente ospitali, amichevoli” per compagnie petrolifere e altri industriali che vorranno investire. Ieri il Tycoon ha così incontrato i vertici di Fca, Gm e Ford, ribadendo la promessa di fornire incentivi a tutti coloro che decideranno di concentrare la produzione sul suolo statunitense: si parla di alleggerire tutte le normative anti-inquinamento e di sgravi fiscali sui profitti dall’attuale al 35% fino al 15%.

Notizie del Giorno | Giulio Regeni

Notizie del Giorno | Giulio Regeni

Ultime notizie della Brexit

La Corte Suprema britannica ha deciso di frenare la Brexit. Secondo Theresa May il Parlamento avrebbe infatti dovuto votare sulla Brexit dopo la fine delle trattative tra Londra e Bruxelles, ma per i giudici la votazione dovrà essere effettuata prima dell’invocazione dell’articolo 50 del Trattato di Lisbona. La premier già domani presenterà alla Camera dei Comuni e dei Lord una risoluzione, con la speranza di un dibattito breve e di un’approvazione che permetterà di rispettare la tabella di marcia, che prevede l’inizio delle trattative entro fine marzo. Dure le opposizioni, con i laburisti guidati da Corbyn che chiedono una discussione sui futuri rapporti con l’Ue, mentre i lib-dem vorrebbero proporre non solo un ulteriore voto alla fine del negoziato ma anche un ulteriore referendum per capire cosa ne pensa il popolo britannico. Infuriati gli scozzesi, dove il No alla Brexit aveva vinto con considerevole vantaggio, con Nicola Sturgeon che ha rievocato l’intenzione di un referendum per l’uscita dalla GB: tra le decisioni della Corte Suprema è stato infatti stabilito che Scozia, Irlanda del Nord e Galles non potranno votare.

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