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Notizie del giorno: politica italiana e la strage in Siria

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Notizie del giorno: la situazione politica italiana e il vertice di ieri tra Salvini, Berlusconi e Meloni. Per il Partito Democratico Martina ha chiarito che il Pd “non sarà il piano B di nessuno”. Sono oltre cento le persone morte, tra cui molte donne e bambini, nell’ultimo spietato raid sul centro abitato siriano di Duma

Notizie del giorno: vertice Salvini, Berlusconi e Meloni

News. Il vertice tra Salvini, Berlusconi e Meloni ha permesso di individuare la linea comune con cui il centrodestra si presenterà alle prossime consultazioni. A Mattarella la coalizione chiederà di ricevere l’incarico per il governo, assicurandogli l’unità del centrodestra e anticipando che verrà proposta un’adesione ai principali punti del programma.

A seguito della dichiarazione comune diffusa, i tre protagonisti hanno però rimarcato alcune distanze. Berlusconi e Meloni hanno infatti suggerito di essere disponibili a un “governo di minoranza”, il cui scopo sarà di cercare i voti in Parlamento, mentre Salvini ha negato con forza la disponibilità di un incarico “al buio”, sottolineando l’impossibilità di un’alleanza con il Pd e rilanciando la necessità di un dialogo con il M5S.

Alla fine del vertice di Arcore, il centrodestra, che vuole salire unito da Mattarella giovedì prossimo, sembra molto diviso al suo interno. Nel comunicato conclusivo del summit si dice che il presidente del consiglio (da scegliere all’interno della coalizione: Salvini però non viene nominato) dovrà cercare la sua maggioranza in parlamento. Salvini, rilanciando l’accordo col M5s, ha corretto subito: o c’è una maggioranza chiara o non vado in parlamento al buio. Di Maio: «Da noi la grande ammucchiata non otterrà un solo voto».

«C’è un’altra proposta che viene esaminata durante il vertice di centrodestra: quella di affrontare la riforma del Rosatellum, con l’introduzione del premio di maggioranza, nell’ambito della Commissione speciale per gli atti urgenti, a cominciare dal Def. Sul punto, sollevato con forza da Giorgia Meloni e appoggiato anche da Salvini, ci sarebbe un via libera di massima dei tre leader. La questione verrà, pertanto, sollevata nella conferenza dei capigruppo» [FdF, Giornale].

Notizie del giorno: Movimento 5 Stelle

L’esito del vertice del centrodestra ha convinto ancora di più Luigi Di Maio dell’impossibilità di un governo che comprenda il M5S, Salvini e Berlusconi e ha promesso che “da noi la grande ammucchiata non avrà un solo voto”.

“Vedo che la Lega ha promesso il cambiamento, ma preferisce tenersi stretto Berlusconi e condannarsi all’irrilevanza” ha quindi osservato ancora una volta Di Maio, convinto che Berlusconi appartenga al passato.

Il capo politico dei 5S ne fa anche una questione generazionale, invitando a riflettere che la somma della sua età e quella di Salvini non raggiunge gli anni del Cavaliere: “Le responsabilità se la deve prendere la nostra generazione, perché l’altra ha già provato e fallito”.

Di Maio non è nemmeno arretrato sul fronte della premiership, nonostante Giancarlo Giorgetti (Lega) abbia rilanciato la necessità di discutere di un nome “terzo”.

Notizie del giorno: Partito Democratico

Dopo che il reggente  , Repubblica ha intervistato Andrea Orlando, leader della minoranza del Pd e a favore di un tentativo di dialogo con il M5S.

Il Pd quindi “non deve avere timore degli incontri”, ma il presupposto necessario è la “chiarezza”. Il ministro della Giustizia uscente vorrebbe infatti che Di Maio esplicitasse i termini del contratto con il Pd e chiudesse a un’alleanza con la Lega.

La convinzione di Orlando è che “il dialogo serve comunque” e quella dell’Aventino è una posizione estrema, ma per questo non esclude che “la linea indicata dalla direzione sia giusta”.

Se quindi il Pd andrà all’opposizione dovrà evitare un ruolo troppo passivo e cercare di “provare a disarticolare il fronte avversario” con la presenza in Parlamento. Orlando infine ammette che c’è “un rischio reale” di una guerra social dentro al Pd, osservando che se vengono copiati i metodi dei Cinque Stelle “non capisco come facciamo a condannarli”.

Strage in Siria: ultimo spietato raid sul centro abitato siriano di Duma

Ultime notizie. Sono oltre cento le persone morte, tra cui molte donne e bambini, nell’ultimo spietato raid sul centro abitato siriano di Duma. L’attacco sarebbe stato condotto sabato con armi chimiche, come denuncia l’organizzazione umanitaria Ondus, per iniziativa di Bashir al Assad contro i ribelli (TGCOM).

Durissima la dichiarazione di Donald Trump, che ha parlato di “un altro disastro umanitario senza motivo” ed ha sottolineato le responsabilità di Russia e Iran nel sostegno ad “Assad l’animale”.

Sarà ora da valutare la reazione statunitense, con il consigliere della Sicurezza Tom Bossert che ha anche ventilato l’ipotesi di azioni militari contro la Siria. Condanne sono anche arrivate dal Papa e dall’Onu.

La Russia ha invece negato tutto, chiarendo che si tratterebbe di una montatura di “alcuni Paesi occidentali” e che non c’è stato alcun attacco chimico.

Il raid di Damasco nella versione del Cremlino consisterebbe in un’altra operazione anti-terrorismo per eradicare il gruppo islamista Jaish al Islam. Da parte del governo siriano è arrivato in seguito l’annuncio di aver raggiunto un’intesa per evacuare gli ultimi ribelli dalla città.

Armi chimiche a Douma (Siria), cento morti

Nella notte tra sabato e domenica, Assad ha bombardato la città di Douma, ultima resistenza dei ribelli, per ventiquattr’ore e alla fine ha rovesciato sulle case barili pieni di cloro, devastando due palazzine e provocando cento morti tra coloro che s’erano rifugiati nelle cantine (il cloro è più pesante dell’aria ed è penetrato nel sottosuolo) (ANSA).

Sono state diffuse foto in cui si vedono bambini morti con gli occhi sbarrati e la bava alla bocca. Trump, indignato («Assad è un animale protetto da Iran e Russia»), ha chiesto che Douma venga aperta agli ispettori e ha fatto capire che gli americani sono pronti a un raid simile a quello che un anno fa punì il regime siriano per l’attacco chimico a Khan Sheikhoun.

«Ogni giorno che passa in Siria, la vittoria di Bashar al-Assad diventa più concreta. E palese appare la sconfitta dei ribelli sostenuti dall’Arabia Saudita insieme agli Stati Uniti e alle principali potenze atlantiche.

L’ennesima strage di civili a Douma rafforza Damasco nella convinzione di poter completare il controllo sulle regioni strategiche del paese, grazie al supporto della strana alleanza Teheran-Mosca-Ankara». Con Ankara «che appartiene all’alleanza con gli Stati Uniti e con l’Europa, cioè la Nato» [Caracciolo, Rep].

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