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Picchiato in classe per una ragazza

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Indica la targa che sovrasta la sala professori, accanto sventola un tricolore. Sopra c’è scritto Lezioni di legalità. Fa un smorfia quando segnala con lo sguardo la data: 2009. Il direttore dell’istituto professionale Sant’Antonio, un casermone su via Casilina 1314, zona Tor Bella Monaca, non vuole raccontare cosa è successo poco fa, vuole tutelare i suoi studenti perché quella scuola «è un luogo di inclusione sociale nel quartiere». Capita però, a volte, che tanti sforzi vengano vanificati da un attimo di furia cieca.
IL PESTAGGIO Suona la campanella, i ragazzi entrano in classe, inizia la lezione di educazione tecnica. Si sentono le grida per i corridoi e poi sangue tanto sangue. Qualche secondo prima mentre l’insegnante spiegava una ragazzo, 15 anni, si è alzato, pochi passi decisi verso il banco del contendente un anno più grande, poi quel pugno, violentissimo, sul volto. Sembra che la furia di quel ragazzino sia stata preceduta da un battibecco con la vittima dell’aggressione. Ed è bastato poco, pochissimo, per trasformare le parole in un gesto violento. Ad avvertire il 118 sono i docenti e il direttore dell’istituto: lo studente ha perso molto sangue e inizia la corsa al Policlicnico Casilino. Naso tumefatto, diverse contusioni e ferite al volto per il sedicenne che resta un giorno in osservazione in ospedale. Trenta i giorni di prognosi. … (Il Messaggero Cronaca di Roma)

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