Prodi: Occorre una maggioranza Ursula

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Lo afferma l’ex premier e presidente della commissione Ue Romano Prodi, in una intervista a Repubblica, rilasciata poco prima dell’annuncio delle dimissioni del premier.

“Il presidente del Consiglio è certamente un punto di riferimento e Conte oggi è un elemento di equilibrio” evidenzia il Professore. Occorre una maggioranza Ursula, una coalizione come quella che propose due anni fa? “Anche allora era importante recuperare un rapporto con l’Europa. E per fortuna l’abbiamo fatto, altrimenti non so come potremmo oggi uscire dalla pandemia e dalla crisi”, “ci sono stagioni in cui prevalgono le mediazioni, ma in un momento di emergenza come questo, nel quale è in gioco la stessa salvezza del Paese, conta soltanto la forza di una proposta credibile”.

“C’è la necessità assoluta – ribadisce – di un governo che prepari un programma nuovo come richiedono l’Europa e la situazione in cui siamo”, “siamo in uno di quei momenti in cui chi governa deve semplificare gli obiettivi e parlare come si parla nelle grandi crisi. Guerra sì o no? Piano Marshall si o no?”, “difficile trovare un momento più critico di questo, tra pandemia e recessione economica”, “il Paese ha bisogno di risposte. E ne ha bisogno in fretta. Gli strumenti per dare queste risposte ci sono. Con Next Generation Ue l’Europa ha messo a disposizione dell’Italia 209 miliardi. Una cifra colossale. È un treno che l’Italia non può permettersi di perdere perché non ne passeranno altri”, “se l’Italia fallisce per noi è una catastrofe, ma è tutta l’Europa che arretra perché intorno a noi, che riceviamo la somma più grande, è costruito l’intero progetto di ripresa e di solidarietà europea.

È per questo che la Ue ha investito una cifra in consulenze mai vista prima: 864 milioni di euro. L’Europa mette così a disposizione dei governi anche gli strumenti tecnici attuare le necessarie riforme e i necessari progetti”. “Qualcuno ha persino parlato di un ‘lodo Prodi’ – prosegue -, ma il lodo lo fa chi ha il potere di decidere. Io ho solo il potere di pensare e penso che occorra un nuovo programma dedicato a prendere le urgenti e necessarie decisioni. Un programma con poche cose chiare”, “la messa in sicurezza di sanità e scuola, la riduzione dei tempi della giustizia, alcune riforme fiscali urgenti e la semplificazione della burocrazia e degli appalti. Senza questi interventi urgenti, che ci chiede l’Europa, l’Italia non sarà in grado di spendere i fondi disponibili”. (

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