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Appia Antica, Legambiente: “Stop al cemento nel parco”

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«Domani, il Consiglio Comunale di Marino pone all’Ordine del giorno la lottizzazione Mugilla – Divino Amore – Mazzamagna: mc 895.000 in aree della Campagna Castellana individuata dalla proposta di Piano dell’Ente Regionale Parco dell’Appia Antica quale area di espansione. Legambiente Lazio chiede al Ministro Galan di sapere cosa ne pensa: quell’area è vincolata dal Ptpr adottato dalla Regione Lazio. Chi è senza peccato, scagli il primo mattone. L’evangelica citazione ben si attaglia alle vicende relative della lottizzazione Divino Amore, nel Comune di Marino». Lo comunica, in una nota, Legambiente. «Torna alla ribalta il cemento sulla splendida area di quasi 400 ettari, dove verrebbero edificati 895.000 mc, tra funzioni residenziali, commerciali, artigianali, nuovo cimitero, nuova sede comunale, nuove scuole, centro anziani, palazzetto dello sport, auditorium, università e quant’altro – prosegue – Sulla base di una serie di sciagurati atti, domani in piena estate, 3 agosto, il Consiglio Comunale di Marino, guidato dall’On. Palozzi, si appresta a discutere della lottizzazione Mugilla – Divino Amore – Mazzamagna. La cubatura insistente sull’area archeologica di Mugilla verrebbe spostata sulle aree del Divino Amore. E in questo modo la proposta di Piano del parco dell’Ente Regionale Parco dell’Appia Antica verrebbe irrimediabilmente scassata. La storia inizia da lontano. Infatti la variante da area agricola ad area edificabile fu portata avanti dalla Giunta di sinistra guidata dall’On. Perrone, e confermata dal Suo successore a Sindaco, l’On. Desideri, espressione del centro – destra, il quale dopo aver fatto una campagna elettorale contro la lottizzazione, trovò modo di confermarla, validando, con atti successivi, la Variante, una Variante con cubatura pesante: Mc 1.100.000 su una area di circa 120 ettari. Poi intervenne la proposta di Piano d’Assetto dell’Ente Parco dell’Appia Antica, risalente al 2003, la quale, invece, individuava l’ambito archeologico di Mugilla – ulteriori mc 88.000 per il Prg di Marino – e l’area agricola del Divino Amore quali aree di espansione. Poi intervenne il Piano territoriale paesistico regionale, il quale confermò le scelte dell’Ente Parco, bocciando le osservazioni al Ptpr avanzate dal Comune di Marino sugli ambiti citati e giudicando le scelte del PRG quali »interventi non compatibili con le esigenze di tutela paesaggistica. La storia continuò: durante la precedente consigliatura regionale, l’Assessorato all’Urbanistica, guidato dall’On. Montino, pensò bene di «scassare» il Ptpr sugli ambiti detti, firmando un Protocollo, datato 8/04/2011, con il quale la cubatura detta sull’area del Divino Amore scendeva a mc 895.000, da mc 1.100.00: mc 200.000, in meno, quando si dice – continuando con metafore evangeliche – «accontentarsi di un piatto di mattoni». Successivamente fu presentato da un «colorito» schieramento di capigruppo bipartisan uno sciagurato ordine del giorno, durante l’ultima seduta del Consiglio Regionale, con il quale si cercava di benedire «il piatto di mattoni» ottenuto. Nel frattempo l’area, dalle mire della Banca di Roma era passata nella proprietà di un gruppo di palazzinari romani. Bastò un comunicato della nostra associazione per «disperdere» il colorito schieramento: l’Odg venne ritirato, ma rimase purtroppo il citato protocollo d’intesa«. In merito a ciò il Presidente di Legambiente Lazio, Lorenzo Parlati, ha dichiarato quanto segue: »Stop al cemento sul Parco dell’Appia Antica. È un comprensorio di Campagna Castellana, esteso per circa 120 ettari, posto a fronte della Tenuta di Fioranello, insistente invece nel confinante Comune di Roma: due aree agricole che si intrecciano tra i Comuni Marino e Roma per bloccare quel nefasto processo di conurbazione tra Roma e i Comuni dei Castelli romani che hanno fatto sì che ormai tra Roma e i Comuni dei Castelli Romani sia una lunga teoria di edificato continuo, senza alcuna «pausa» ambientale. Chissà che cosa ne pensa il Ministro dei Beni Culturali On. Galan, del quale, proprio oggi, abbiamo apprezzato la difesa delle istanze paesaggistiche in riferimento allo sciagurato Piano – Casa della Regione Lazio – prosegue Parlati -. Infatti, non a caso, il Ptpr regionale adottato, «bocciava» il Prg del Comune di Marino, stabilendo che le scelte del Prg di Marino sull’ambito erano incompatibili con le esigenze di tutela paesaggistica. Infatti Ci appelliamo inoltre alla Provincia di Roma, che nel suo Piano Territoriale di Coordinamento ha classificato l’area quale area agricola. Come si vede, il voto di domani del Consiglio Comunale di Marino dovrà passare attraverso due verifiche di ordine superiore: il Piano Territoriale Paesaggistico, che dovrà essere modificato, e il Piano territoriale di Coordinamento , anch’esso da modificare. Ma ci rivolgiamo anche ai Consiglieri Comunali di Marino: ve la sentite di benedire con il vostro voto questa squallida storia di mattoni bipartisan?«. A sua volta, il Presidente del Circolo Legambiente di Marino »Il Riccio«, Renato Arioli, ha dichiarato: »Il Comune di Marino, come è noto, è già sotto standard urbanistico: troppe cubature realizzate e in previsione, poche aree di standard urbanistico, poco verde, pochi servizi pubblici. In questo contesto territoriale come è possibile licenziare ulteriori mc 895.000, che significano quasi 8.000 nuovi residenti insediati/insediabili?« (omniroma.it)

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