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Aprilia (LT), commemorazione dei Caduti senza sepoltura dello Sbarco degli alleati alla presenza di Roger Waters

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Hanno avuto luogo ieri pomeriggio e nel corso della mattinata odierna le cerimonie commemorative in memoria dei Caduti senza sepoltura dello Sbarco degli Alleati, entrambe alla presenza dei signori Harry Shindler, reduce di guerra e presidente della Italy Star Association 1943-1945, e Roger Waters, musicista di fama internazionale il cui padre, il tenente Eric Fletcher Waters perse la vita sul territorio di Aprilia nel corso del secondo conflitto bellico.

La prima cerimonia, di carattere strettamente riservato e privato, come richiesto dal Signor Waters, ha avuto luogo in Via dei Pontoni a ridosso del Fosso della Moletta, dove fu destinato il battaglione dell’esercito inglese nel quale militava il padre. In questa occasione è stato inaugurato un monumento di forma circolare, al centro del quale è stato piantato un giovane ulivo come simbolo di pace.

La seconda cerimonia, di carattere pubblico, ha avuto luogo presso l’Auditorium e nel piazzale dell’istituto “Carlo e Nello Rosselli”, dove è stato inaugurato un obelisco alla memoria dei caduti rimasti senza sepoltura.

Il Sindaco di Aprilia Antonio Terra, nel corso del suo intervento, ha sottolineato il momento storico dell’evento per la Città di Aprilia, che da quattro anni è inserita insieme ad Anzio, Nettuno e Lanuvio nel circuito celebrativo dello Sbarco, di cui ricorre quest’anno il settantesimo anniversario.

Di seguito, il discorso integrale del Sindaco Antonio Terra:

«Gentili ospiti, Buongiorno a tutti e grazie per la Vostra importante presenza.
Rivolgo un saluto a tutte le Autorità Civili, Militari e Religiose, ai Reduci e ai Rappresentanti delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma oggi presenti.
Un saluto speciale lo rivolgo agli studenti dell’istituto “Rosselli” e del liceo “Meucci”, che oggi stanno vivendo con noi questa cerimonia con il giusto spirito e la giusta consapevolezza.
Oggi è un’occasione speciale per rivivere la storia dalla voce di chi certi eventi drammatici li ha vissuti in prima persona e sulla sua pelle. Forti di questa esperienza saremo noi, e soprattutto voi giovani, negli anni a venire, a dover raccogliere il testimone per farci portatori della memoria.
Questo è un momento storico per la Città di Aprilia, perché la presenza del nostro ospite Harry Shindler, Presidente dell’associazione Italy Star, e degli altri reduci intervenuti, rappresenta una concreta testimonianza per tutti i giovani.
Al Signor Harry Shindler e a tutti i Reduci, oltre a rivolgergli un sincero ringraziamento e sentimento di stima, posso dirgli che questa comunità sarà loro sempre riconoscente, e non dimenticherà mai il prezioso contributo che hanno dato.
Qualche mese fa, il Signor Shindler mi ha scritto una lettera che conservo tra i ricordi più cari. Poi, successivamente, mi ha raccontato del tempo dedicato a ricercare documenti storici relativi allo Sbarco degli Alleati e, in quella occasione, mi ha descritto i suoi sforzi per rintracciare i soldati che ancora oggi risultano dispersi. Poi mi ha anche raccontato della sua affettuosa amicizia con il Signor Roger Waters e di come il recente ritrovamento di un diario di guerra ha permesso di riscrivere i dettagli degli aspri combattimenti che seguirono lo Sbarco e anche di capire la sorte del battaglione del padre, il tenente Eric Fletcher Waters.
Aprilia, come sapete, era nata solo pochi anni prima. Ma il destino volle che il nucleo originario di fondazione venisse completamente raso al suolo dai bombardamenti. Questo fu il fronte di guerra più aspro, dove si scontrarono le truppe angloamericane e quelle tedesche sulla strada della Liberazione di Roma.
Qui caddero a migliaia. E migliaia sono ancora i nomi cui non è stata data una sepoltura. Proprio spinti da questo sentimento di riconoscenza, l’Amministrazione ha accettato la proposta del Signor Shindler di erigere un monumento a memoria di tutti i ragazzi che, seppur dispersi sul campo di battaglia, non sono e non saranno mai dimenticati.
Abbiamo voluto scegliere questo istituto scolastico, già sede di un’ala museale, per erigere l’obelisco commemorativo che tra qualche minuto andremo ad inaugurare. Il nostro impegno per tramandare ai giovani quelli che furono gli orrori della guerra qui si consolida con un gesto di grande spessore simbolico, che credo in maniera assolutamente sobria e degna si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 70esimo Anniversario dello Sbarco.
La Città di Aprilia, infatti, da quattro anni è inserita nel circuito celebrativo insieme ad Anzio e Nettuno e da quest’anno anche Lanuvio. Lo scorso 23 gennaio abbiamo reso omaggio ai Caduti a Campo di Carne, e lo abbiamo fatto con uguale spirito di gratitudine nei confronti dei militari che parlavano tre lingue diverse, dei civili e dei nostri pionieri, che videro devastata la terra bonificata e che subito dopo si sono rimboccati le maniche per ripartire da zero e ricostruire Aprilia.
Sull’obelisco che oggi inauguriamo sono incisi i versi di una canzone che non ha fatto solo la storia della musica rock mondiale. Sono parole che toccano le corde più profonde dell’anima. Sono parole del signor Roger Waters, al quale oggi do un cordiale benvenuto a nome dell’intera Città di Aprilia, che rappresento.
Personalmente, voglio esprimere un plauso sincero per l’impegno sociale che il Signor Waters ha saputo dimostrare in tutti questi anni, sempre al fianco dei deboli e degli oppressi.
Ieri pomeriggio ho accompagnato il Signor Waters nelle campagne di Aprilia, nella macchia dove fu destinato il battaglione del padre, ed ho potuto osservare il suo sentimento commosso. Anche in quel luogo, al ricordo del tenente Eric Fletcher Waters e di tutti i caduti rimasti senza sepoltura, è stato piantato un giovane ulivo, come simbolo di pace.
Tra poco, dunque, procederemo insieme all’inaugurazione dell’obelisco posizionato nel cortile d’ingresso dell’istituto e sono certo che questo sarà custodito dai nostri giovani, anche portatori della memoria. Quello di oggi sarà un grande tributo che renderemo a chi ha perso la vita durante la seconda guerra mondiale e agli eroi dello Sbarco.
Grazie a tutti».

 

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