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Bracciano, pronto impianto contro arsenico nell’acqua

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«Per Vigna di Valle è in fase di ultimazione in questi giorni uno dei primi impianti realizzati nel Lazio per l’abbattimento delle concentrazioni di arsenico nell’acqua, impianto che ci consente di ricondurre al di sotto dei 10 microgrammi al litro la concentrazione di arsenico l’acqua in distribuzione di Vigna di Valle dove, in via temporanea sono state installate per la distribuzione gratuita di acqua che presenta valori di arsenico sotto i 10 microgrammi al litro a disposizione di tutti». Lo afferma il sindaco di Bracciano, Giuliano Sala, in una nota. Il Comune di Bracciano, in riferimento ad una lettera di un cittadino comparsa su un quotidiano nazionale riguardante la questione arsenico, precisa che l’adduzione e la distribuzione dell’acqua a Bracciano avviene attraverso due acquedotti, uno denominato «Fiora e Gatto» che alimenta la quasi totalità del territorio comunale, l’altro detto «Lega» che alimenta parzialmente, assieme alla miscelazione dell’acqua proveniente dall’acquedotto Fiora e Gatto, la frazione di Vigna di Valle. «Al fine di evitare strumentali allarmismi e preoccupazioni da parte dei cittadini – spiega il Comune – è necessario puntualizzare che l’amministrazione comunale monitorizza il controllo dei minerali arsenico, vanadio e fluoro, interagendo con la competente Asl Rm/F – Dipartimento di Prevenzione U.O.C. Servizio Igiene Alimenti e Nutrizione, che è l’unica autorizzata e scientificamente titolata a dare disposizioni in materia. L’acqua erogata dall’acquedotto Fiora e Gatto a Bracciano, a seguito del prelievo effettuato il 29/9/2011 da un laboratorio accreditato risulta avere una concentrazione di arsenico tra i 13 e i 14 microgrammi al litro, pertanto al di sotto del limite di deroga concesso dall’Unione Europea al Comune di Bracciano. Risulta inoltre al di sotto del limite previsto di 2,5 microgrammi al litro il fluoro mentre il vanadio risulta assente». «L’unica raccomandazione che si deve seguire è quella riportata dalla Asl Rm/F e contenuta nella ordinanza sindacale n. 19/2011 del 21 gennaio 2011 riguardante il divieto di uso potabile e di consumo (reidratazione e ricostituzione degli alimenti, preparazione biberon, the, minestrine) per i neonati e i bambini di età inferiore ai tre anni», conclude il Comune.

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