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Cassino, Fiat: non si intravede alcun incontro tra azienda e sindacato

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«All’orizzonte non si intravede alcun incontro con Fiat per un’altra newco per il sito di Piedimonte San Germano. Un appuntamento di questo genere non è proprio in agenda. Al momento ci sono altre cose da fare, come il contratto di lavoro per la nuova società del gruppo automobilistico relativo allo stabilimento di Mirafiori». Lo ha detto, riferisce una nota, Rocco Palombella, leader della Uilm nazionale, partecipando al direttivo provinciale dei metalmeccanici Uil di Frosinone, tuttora in corso a Cassino, ed aperto dalla relazione del segretario locale Francesco Giangrande e caratterizzato dall’intervento dell’altro segretario nazionale della Uilm, Giovanni Contento. «Come per Pomigliano, anche il passaggio contrattuale di Mirafiori – ha continuato Palombella – rappresenta un’eccezione che prima, o poi, abbiamo intenzione di far rientrare nel contenitore del contratto nazionale. Tra gli appuntamenti a breve c’è quello del prossimo 8 febbraio, quando tutti i sindacati metalmeccanici incontreranno il ‘management’ della casa torinese presso l’Unione industriale di Torino, per cercare un accordo sui permessi sindacali dello stabilimento piemontese per l’anno in corso. Purtroppo, questo arco temporale a Torino sarà caratterizzato ancora da cassa integrazione, in attesa della ripresa del secondo semestre del 2012 con la produzione del nuovo modello Suv di classe superiore». Per il segretario generale della Uilm, il sito produttivo di Cassino è «una fabbrica all’avanguardia che non abbisogna di molti interventi strutturali, ma che è caratterizzata al momento da bassi volumi produttivi. Il dato positivo, che è necessario cogliere, si basa sulla prospettiva. Assistiamo all’azione nefasta di una parte del sindacato metalmeccanico che punta a terrorizzare anche i lavoratori di questa provincia e a scommettere sulla chiusura dello stabilimento. Una follia che può spiegarsi solamente nell’applicazione di logiche antagoniste per fini politici, tutte cose lontane dai veri bisogni dei lavoratori. Se Fiat volesse aumentare la produzione nello stabilimento di Cassino e salire a 18 turni di lavoro, si creerebbero gli spazi per l’assunzione di circa 3.000 nuovi lavoratori. Solo ieri l’Istat ha diffuso i dati sulla disoccupazione giovanile e l’Italia risulta al primo posto in Europa. Dobbiamo puntare sui luoghi di lavoro per valorizzarli e farli divenire un’occasione di sviluppo e di crescita. Ma come ho già detto, l’argomento dello stabilimento in provincia di Frosinone al momento non è proprio all’ordine del giorno nel confronto con l’azienda torinese»

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