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COLLEFERRO, LORENZO AMURRI PRESENTA IL SUO “APNEA” FINALISTA ALL’ULTIMO PREMIO STREGA

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Venerdì 21 febbraio alle ore 18 presso la Sala comunale “V. L. Moffa” verrà presentato il libro dello scrittore e musicista Lorenzo Amurri intitolato “Apnea”, edito da Fandango Libri. Organizzato dall’Associazione Culturale Gruppo Logos, con il contributo del Comune, l’incontro vedrà la presenza dell’autore. “Apnea”, primo romanzo di Amurri, giunto alla V ristampa e diventato un vero e proprio caso letterario, è stato uno dei dodici finalisti del Premio Strega 2013. Il libro, ispirato alle esperienze vissute dall’autore, è un “viaggio lungo una linea d’ombra costante dove non batte mai il sole, dove i giorni si susseguono identici e noiosi, dove non esistono colori ma solo immagini sfocate in bianco e nero, dove ho la sensazione di non far parte del mondo che mi circonda, e dove il frastornante rumore dei miei pensieri copre le voci di chi mi vorrebbe aiutare”. Lorenzo Amurri, romano classe 1971, ha perso l’uso delle gambe e delle braccia sulla neve, in un incidente di sci. Era l’inverno del 1997, Amurri aveva 26 anni e faceva il musicista. Prima di dedicarsi alla scrittura, infatti, ha suonato e collaborato con diversi noti artisti come I Tiromancino, Lola Ponce, Califano, etc.

“La faccia immersa nella neve – si legge nella presentazione del libri -, come ovatta soffice che gli toglie il fiato. È la vertigine dell’apnea. Pochi attimi prima Lorenzo stava sciando insieme a Johanna, la sua fidanzata. Un momento spensierato come tanti, ormai irrimediabilmente ricacciato indietro, in un passato lontano. Poi la corsa in ospedale in elicottero, il coma farmacologico e un’operazione di nove ore alla colonna vertebrale. Dai capezzoli in giù la perdita completa di sensibilità e movimenti. D’ora in avanti Lorenzo e il suo corpo vivranno da separati in casa. Ma l’unica cosa che conta, adesso, sono le mani. Poter riprendere a muoverle, poter ricominciare a suonare la chitarra, perché la musica è tutta la sua vita. Dalla terapia intensiva ai lunghi mesi di riabilitazione in una clinica di Zurigo, fino al momento di lasciare il nuovo grembo materno che lo ha tenuto recluso ma lo ha accudito e protetto durante la convalescenza. E il difficile reinserimento in un mondo dove all’improvviso tutto è irraggiungibile e tutti sono diventati più alti, giganti minacciosi dalle ombre imponenti. Con coraggio e determinazione Lorenzo Amurri racconta il suo ritorno alla vita. La voglia di vedere, di toccare, di sentire. Di riprendere a far tardi la notte insieme agli amici, di abbandonarsi all’amore della sua donna e riconquistare la libertà che gli è stata rubata. Ogni tappa è una lenta risalita verso la superficie, un’apnea profonda che precede un perfetto e interminabile respiro”. L’ingresso è libero.

 

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