Fiumicino, i pescatori incrociato le braccia e proclamato lo stato di agitazione

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    Anche a Fiumicino, e più in generale sul litorale romano, i pescatori hanno ieri incrociato le braccia e proclamato lo stato di agitazione. La flotta di Fiumicino è una delle più rilevanti del mar Tirreno. «È certo che il gasolio sia uno dei problemi più seri- spiega Lorenzo Melchiorri, presidente degli operatori portuali di Fiumicino – ma il settore è colpito da altri problemi dovuti a nuovi regolamenti europei che dal primo gennaio sono in vigore. Riteniamo sia arrivato il momento di far sentire la nostra voce, di far capire ai nostri politici, ai nostri amministratori, ai nostri rappresentanti che il settore pesca, nelle sue molteplice varietà è saldamente unito contro i regolamenti dettati dalla comunità europea. Sia ben chiaro che la nostra protesta non riguarda le finalità dei regolamenti europei, che riteniamo giusti ed essenziali per il presente ed il futuro della nostra attività di pesca, ma riguarda le modalità per arrivare ad adempiere tali legittime finalità». «La pesca italiana – aggiunge – vuole rispettare le leggi che lo stato europeo, di cui è fiera di far parte, ci ha dettate, ma a tale rispetto vuole arrivarci senza stravolgere i suoi sistemi di pesca, le sue tradizioni, la sua cultura culinaria. La protesta civile in atto ha lo scopo di dimostrare ai nostri politici, ai nostri amministratori ai nostri rappresentanti, che il mondo della pesca italiano è unito e compatto con coloro che riusciranno a far accettare, all’amministrazione europea, regole a noi adeguate, che permettano di raggiungere ugualmente e nel migliore dei modi, le finalità sostanziali ed opportune volute dalla comunità europea».

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