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Il Messaggero, Pomezia sempre più nella morsa dei rifiuti

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Sono sempre più simili a Napoli Pomezia e il suo litorale. E non per le bellezze artistiche del capoluogo partenopeo, ma per i sacchi della spazzatura che hanno trasformato le strade in isole e tappeti di rifiuti. Ovunque. Tranne che nella centralissima piazza Indipendenza, sede del Comune, e su via Roma, il corso cittadino, dove gli operai sono obbligati a svuotare e raccogliere l’immondizia. Gli ottanta lavoratori anche ieri non hanno ricevuto lo stipendio di maggio che forse verrà versato entro fine settimana. I pochi mezzi che l’Ati mette a disposizione sono insufficienti a raccogliere i rifiuti che da settimane si stanno accumulando. «Molti camion sono fermi nelle officine ribadiscono gli operai e sebbene ormai riparati le due aziende dell’Ati (Formula Ambiente e Aimeri Ambiente) non li ritirano perché non hanno i soldi per saldare la fatture». Il Comune di Pomezia ha contratto un debito di oltre otto milioni di euro con le due società che sta mettendo a dura prova i nervi degli imprenditori, ma soprattutto dei cittadini e dei dipendenti le cui organizzazioni sindacali di categoria hanno aperto la procedura di congelamento. Lavorano, cioè, a ritmo ridotto. Pomezia e Torvaianica sono sommerse dalla spazzatura e non si intravede una soluzione a breve termine. Mentre Cgil, Cisl, Uil e Ugl di categoria aspettano di essere convocati dal Prefetto, un gruppo di cittadini si è già rivolto a un avvocato affinché «si vada a fondo di questa vergognosa situazione spie- gano vogliamo sapere che fine fanno i nostri soldi, come viene speso il denaro pubblico e soprattutto qualcuno dovrà rispondere anche dei pericoli per la nostra salute che questa situazione sta provocando, con i ratti che escono dai tappeti di spazzatura». Intanto ieri il neo assessore all’Ambiente, Pietro Toce, ha incontrato i lavoratori. «Abbiamo ribadito la posizione dell’amministrazione ha detto Toce il Comune ha già versato quanto dovuto (circa 190mila euro ndr) alla società e gli stipendi ai dipendenti sono in pagamento in queste ore». Dichiarazione rettificata immediatamente dagli operai. «L’assessore ha parlato solo con pochissimi di noi e senza alcun delegato sindacale presente. Sappiamo che anche domani (oggi per chi legge ndr) non avremo gli stipendi». Secondo una nota del Municipio, inoltre, l’emergenza sarebbe provocata da «i dipendenti che per protesta, hanno incrociato le braccia per alcuni giorni». Secca e puntuale la smentita dei sindacati i quali hanno sottolineato come finora «i lavoratori non abbiano fatto un minuto di sciopero e il Comune lo sa benissimo», ha replicato Antonio Parodi della Cisl.

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